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28 apr 2012
Thomas Ciaffoni

Dall’IJF12 / La Twittervista ad Ezio Mauro, tra l’eco del berlusconismo e le sfide del giornalismo moderno

Non ne salta una, di edizioni, Ezio Mauro. Il direttore di Repubblica marca il sesto anno di presenza al Festival del Giornalismo di Perugia, questa volta, rispetto agli anni passati, con la novità della caduta del berlusconismo. E’ questo il primo argomento dell’intervista tenuta dall’organizzatrice della manifestazione, Arianna Ciccone, che per la prima volta ha reso attivi i partecipanti alla conversazione non soltanto con le tradizionali domande a voce ma anche coinvolgendoli su Twitter, da cui provenivano spunti e riflessioni proiettate sullo schermo.

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27 apr 2012
Thomas Ciaffoni

Dall’IJF12 / Stampa italiana e social network: non va poi così male..

Non sembra così sconfortante il panorama della stampa italiana secondo i dati presentati stamattina da Vincenzo Cosenza (meglio noto su Twitter con il nick @vincos) in Sala Lippi al Festival del Giornalismo. Di fronte alla comune percezione di una stampa preistorica rispetto alle innovazioni, i risultati della ricerca sono incoraggianti: il 63% dei giornali italiani hanno una pagina Facebook. Un numero discreto ma forse inaspettato, a giudicare dai movimenti elefantiaci che le testate, che nascono su carta, intraprendono in territori, quelli digitali, ancora poco esplorati con sufficiente consapevolezza. La parte del leone la fanno i quotidiani: ben l’88% di essi ha un profilo pubblico su Facebook, una percentuale che scende al 50% per i periodici (settimanali e mensili).

La ricerca di Cosenza, realizzata da Blogmeter, incorona su Facebook, per numero di fans, Repubblica, seguita dal Fatto Quotidiano che fino a 5 mesi aveva la leadership. Il quotidiano diretto da Ezio Mauro primeggia anche nel coinvolgimento con gli utenti, e sarà presumibilmente questa la sfida che le testate dovranno affrontare, al di là del numero di fans collezionati, misura buona solo per sterili sbandieramenti alle agenzie. I dati più sorprendenti giungono forse dai periodici: lo sapevate che il settimanale femminile Confidenze ha il miglior livello di “total engagement”? Pochi fans, prevalentemente femminili, ma massima interazione, per un utilizzo di Facebook come commento delle notizie e valido forum. A livello di numero di fans invece svetta Internazionale, mentre tra i mensili comanda Vogue su Focus.

L’idea è che i grandi quotidiani e la stampa periodica utilizzino Facebook come semplice rilancio delle news del sito, puntando meno al coinvolgimento e più alla conversione degli utenti sul proprio sito. Una strategia che può venire tranquillamente aggirata dalle piccole realtà, come Il Fatto Quotidiano, il cui portavoce nel panel, Federico Mello, spinge sulla necessità di avere un marchio riconoscibile, e senza neppure negare che il successo del quotidiano rosso sia stato favorito dall’epoca berlusconiana. Un periodo, quello, che ha stimolato il giornale e gli utenti a condividere notizie che si pensava poco o per nulla considerate dalla stampa mainstream, firmando loro stessi il rilancio dei pezzi con i propri amici. Poi certo, nascere già orientati alla Rete, ha concluso Mello, favorisce questa strategia.

Stefano Menichini, direttore di Europa, al di là delle colorite frecciate al collega del Fatto sulla qualità non così eccelsa del giornale di Padellaro (rincarando pure la dose, “Il suo posizionamento politico netto supera la qualità grafica”), ribadisce quanto sia importante partire da zero: un’opportunità d’oro per i piccoli giornali che possono dar vita a strategie inconsuete che i grandi gruppi editoriali non possono permettersi di abbracciare senza prendersi rischi. E proprio a proposito dei piccoli giornali, Menichini ha ventilato l’ipotesi, per Europa, di trasferirsi stabilmente sul web rinunciando alla carta. Una mossa dovuta alla precarietà dei contributi pubblici, ma anche ad una lucida presa di coscienza di un mercato, di carta, che non lo premia. Rimane da sciogliere il nodo di come i giornalisti dovranno abituarsi al nuovo panorama che integra carta e digitale, web e social network, perchè se è vero che le redazioni iniziano a spostarsi sull’online con risorse dedicate, le resistenze in primis sindacali osteggiano questo passaggio che diventerà sempre più inevitabile.

Passando all’analisi compiuta da Cosenza su Twitter, la conclusione pare più lucida: se Facebook è più adatta alla testata, Twitter è un mezzo più personale che si addice meglio al singolo giornalista, “che si relaziona più come persona” aggiunge Menichini, un fervido utilizzatore della piattaforma. C’è da dire che in realtà i giornalisti, veri protagonisti di Twitter, tendono a seguirsi a vicenda, alimentando un’autoreferenza che peró al tempo stesso cementa l’autorevolezza, anche se a discapito di una conversazione bidirezionale con chi segue i loro account (i profili vip con zero persone seguite abbondano). Manca ancora una ricetta giusta che spieghi come comportarsi profittevolmente su Twitter, perchè in realtà anche le testate, come aggiunge Luca Conti, prendendo spunto dai grandi giornali internazionale, possono fare bene senza dover demandare ai singoli giornalisti, soprattutto in Italia spesso braccati da limitazioni nelle opinioni personali da dover smorzare la propria spontaneità. Ma come ricorda Menichini, si è più portati a dare fiducia al singolo giornalista, che su Twitter si mette in campo anche come persona, che nel giornale impari a conoscere.

Ma non vi è alcun dubbio che la strada sia segnata per l’editoria: sia il web che soprattutto ora i social network sono diventati ambienti in cui la stampa italiana non può più permettersi di manifestare la propria assenza. La paura è sempre quella, spartita con le aziende timorose di queste nuove piattaforme abitate dagli utenti: la conversazione. Ma con le notizie non ci si può sottrarre al confronto, anche perchè i social network forniscono quel feedback, citato in conferenza da Mello, che la carta non può fornire, permettendo al giornale stesso di evolvere parallelamente agli interessi di chi lo segue e lo costruisce, indirettamente, con le proprie preferenze. E farebbe piuttosto ridere se i giornalisti decidessero, mossi da antiche resistenze, di non concedersi a queste nuove sfide. Menichini cita il prestigioso nome di LillI Gruber, che sarebbe in lizza per la poltrona di direttore dell’Huffington Post italiano ma che non ha all’attivo alcun account nei social network. Una provocazione tagliente ma che riflette bene l’attuale stato dell’arte, dominato da passi falsi e qualche incertezza di troppo. Ma, tornando ai numeri di apertura, il fatto che ci sia apertura alla sfida del digitale da parte di quella stampa tradizionale che i profeti vedono destinata all’estinzione è senza dubbio una cosa buona: le intenzioni di voler capire e muoversi al meglio in questi nuovi territori, complementari alla carta (ma chissà fino a quando) e così vicini al pubblico giovane che l’edicola non sa neppure cosa sia, fanno perdonare errori ed inciampi, figli della ricerca di un adattamento che dovrà essere sempre più convergente.

 

23 gen 2012
Thomas Ciaffoni

Daniela Hamaui alla regia del prossimo restyling di D–La Repubblica Delle Donne

d-repubblica-donne

C’è aria di restyling per D – La Repubblica delle Donne. Il settimanale femminile del quotidiano diretto da Ezio Mauro starebbe per uscire in una nuova veste grafica, a distanza di quasi due anni dall’ultimo rimaneggiamento shock (mai pienamente digerito dal sottoscritto) firmato dall’art director-star Joel Berg, un habitué nei dintorni del Gruppo L’Espresso. Stando alle anticipazioni de Il Mondo, a reggere le fila della trasformazione stilistica c’è Daniela Hamaui, ritornata a capofitto sul prodotto, dopo la lunga cavalcata al timone de L’Espresso e gli ultimi anni a gestire le strategie editoriali del gruppo. L’incognita è sempre quella: conferire dignità di interesse agli allegati dei quotidiani, sempre più bistrattati dai lettori.

19 gen 2012
Thomas Ciaffoni

Diffusioni dicembre 2011: La Gazzetta Dello Sport scivola al 5° posto, Il Sole 24 Ore vola ancora

TESTATA
DIFFUSIONI
DICEMBRE 2011
DIFFUSIONI
NOVEMBRE 2011
VARIAZIONE
IN %
DIFFUSIONI
DICEMBRE 2010
VARIAZIONE
IN %
Corriere Della Sera 465.032 488.721 -4,8% 464.361 +0,1%
Repubblica 429.891 434.879 -1,1% 415.779 +3,4%
Il Sole 24 Ore 306.175 301.142 +1,7% 275.850 +11%
La Stampa 262.200 260.900 +0,5% 259.300 +1,1%
La Gazzetta Dello Sport 254.224 262.664 -3,2% 285.088 -10,8%
Il Messaggero 176.100 177.500 -0,8% 173.450 +1,5%
Il Giornale 159.548 157.502 +1,3% 167.297 -4,6%
Avvenire 107.639 112.132 -4% 106.847 +0,7%
Libero 101.810 100.878 +0,9% 108.586 -6,2%

Un dicembre statico di avvenimenti clou è stato quello che ha concluso il 2011 per i quotidiani italiani, ma non ha dimenticato di consegnarci l’ennesima sorpresa, scorrendo i dati consegnati dagli editori alla Fieg per le consuete rilevazioni mensili delle diffusioni. E’ il cambio di posizioni tra La Stampa e La Gazzetta Dello Sport, con il giornale torinese che guadagna la quarta piazza, scavalcando la Rosea in persistente calo, scivolata fino al quinto posto in un paio di mesi.

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16 gen 2012
Thomas Ciaffoni

Oggi grandi titoloni, sabato un misero box: l’incidente della Costa Concordia sui quotidiani

Ieri, domenica 15 gennaio, tutti i quotidiani italiani hanno dato un ampissimo risalto, fin dalla prima pagina, all’incidente della nave Costa Concordia, evento che sta monopolizzando i media mainstream da un paio di giorni, anche all’estero. Ma gli stessi quotidiani, uscendo il sabato mattina, alla tragedia avevano dedicato, in prima pagina, un misero riquadro.

quotidiani-concordia-sabato

La notizia dell’incidente è giunta nella tarda serata del venerdì, la maggior parte dei quotidiani (soprattutto quelli minori) chiude il giornale prima della mezzanotte e fatica a stare sul pezzo. Ma le testate principali, che invece fissano la deadline molto più in là, avrebbero avuto più tempo per evidenziare meglio la notizia. Il Corriere Della Sera l’ha spedita in un box di fortuna a fondo pagina, la Repubblica concede leggermente più spazio, La Stampa la colloca in cima: insomma, considerata l’importanza che gli stessi quotidiani hanno comprensibilmente dato all’evento il giorno successivo, sembra stridere il posizionamento di fortuna della notizia nella prima pagina del sabato, quando dinamiche e numeri erano sufficientemente chiari per imbastire un forte titolo d’apertura. Poi, certamente, il tempo per approfonditi reportage non ci sarebbe stato, ma un segnale sì. E invece la sensazione, sfogliando quei quotidiani, è che quella notizia fosse stata inizialmente percepita come un normale incidente da raccontare nelle pagine di cronaca, non tale da meritarsi subito l’apertura principale o da sconvolgere in extremis la scaletta, magari con la consapevolezza che ai giornali di carta sarebbe toccata, il giorno dopo, l’onore e l’onere dell’approfondimento (in differtita, rispetto alla simultaneità frenetica del web). Già, il web, capace di scardinare l’agenda setting e maneggiare priorità, destituendo una volta di più del ruolo insindacabile quegli stessi giornali che oggi faticano pericolosamente ad inseguire le nuove fonti di informazione.

10 gen 2012
Thomas Ciaffoni

Capire La Scienza, con Repubblica 20 volumi firmati dagli esperti ad 1 euro in più

capire-scienza-repubblica

La moda dei libricini ad 1 euro è ormai divenuta una prassi. Inaugurata dal Corriere Della Sera con gli introvabili Classici Del Pensiero Libero, è proseguita con azioni speculari da parte del competitor per eccellenza, Repubblica, che dal 13 gennaio scodella in edicola Capire La Scienza. Si tratta di una collana di 20 volumi tascabili per indagare i misteri e il fascino della scienza, accompagnati da autorevoli relatori principi della materia, come Piergiorgio Odifreddi, Margherita Hack ed Umberto Veronesi. Si parte proprio con Odifreddi questo venerdì, in allegato al settimanale Il Venerdì ad 1 euro in più rispetto al quotidiano (prezzo totale, 2,5 euro). E così anche al sabato con D, visto che i volumetti usciranno due volte la settimana il venerdì e il sabato (mossa saggia per aumentare le vendite dei magazine di Repubblica). Il piano dell’opera lo trovate qua.

3 gen 2012
Thomas Ciaffoni

Da ieri Repubblica è passata a 1,20 euro

repubblica-prezzo-fondo

E aumento fu. Da ieri, come anticipato da Milano Finanza, Repubblica costa 1,20 euro, in linea con la concorrenza, a partire dal Corriere Della Sera che fece la stessa mossa esattamente due anni fa. La comunicazione dell’aumento di prezzo è alquanto stringata, non firmata e piazzata a fondo pagina:

"REPUBBLICA" da oggi adegua il prezzo di vendita al mercato, passando a 1 euro e 20 centesimi. L’ultimo aumento, per il nostro giornale, risale a cinque anni fa, mentre molti quotidiani erano saliti 1 euro e 20 già nel gennaio 2010. Cinque anni di prezzo bloccato, dunque, con un arricchimento costante delle pagine di "Repubblica", dei suoi supplementi e dei suoi inserti, al servizio del lettore.

Insomma, una mossa inevitabile che è giunta, per la fortuna dei lettori, con ampio ritardo rispetto agli altri quotidiani. Peccato che dovranno munirsi dei fastidiosi venti centesimi in più.

30 dic 2011
Thomas Ciaffoni

Anche Repubblica cede: da gennaio costerà 1,20 euro

logo-repubblica-prezzo

E’ arrivato anche il momento di Repubblica. Il Gruppo L’Espresso, stando alle anticipazioni di Milano Finanza, starebbe per varare il tanto temuto (ma necessario) aumento di prezzo del quotidiano diretto da Ezio Mauro, che passerà da 1 euro a 1,20 euro, in linea con i principali quotidiani italiani. La data di avvio dovrebbe essere quella del 2 gennaio 2012, quando la testata tornerà in edicola dopo il giorno festivo. Una mossa, quella dell’aumento di prezzo, già affrontata esattamente 2 anni fa dal Corriere Della Sera, che porterà il giro di affari a 30 milioni di euro e che era stata già ipotizzata in primavera. Resistono ancora i quotidiani del gruppo Caltagirone, che paventava lo scorso aprile la stessa mossa, per ora in stand by. Chissà, ormai, per quanto.

22 dic 2011
Thomas Ciaffoni

Letto & Eletto: numeri e voti (parte 1)

LettoEletto-lungo

Dopo aver pubblicato i risultati della prima edizione di Letto & Eletto, l’iniziativa sperimentale del nostro blog che ha coinvolto i nostri lettori nell’individuazione dei migliori quotidiani e periodici del 2011 che sta per terminare, iniziamo a pubblicare a puntate tutti i voti relativi alle 29 categorie rappresentative della stampa italiana. I giornali hanno apprezzato il nostro sondaggio redatto dai votanti lettori-utenti, tra cui l’inserto culturale del Fatto Quotidiano Saturno e su Twitter i saluti soddisfatti di Tv Sorrisi E Canzoni, Ezio Mauro direttore di Repubblica (miglior quotidiano): questo ci sprona a migliorare nella prossima edizione, mentre a ridosso del Natale pubblicheremo la lista dei quotidiani e periodici scelti invece da Stampacadabra.

Di seguito, invece, la prima parte dei risultati di Letto & Eletto. Nell’analisi dei dati, la voce “other” è la sommatoria di eventuali altre preferenze e di quelle non date alla rispettiva categoria. La pubblicazione a puntate è ahimè necessaria a causa delle necessità lavorative del sottoscritto.

Miglior quotidiano generalista

quotidiani

Repubblica batte Il Corriere Della Sera per un solo voto di scarto, ma notevole è il terzo posto, a ridosso dei primi, del Fatto Quotidiano, che si conferma una delle realtà editoriali più interessanti degli ultimi anni.

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21 dic 2011
Thomas Ciaffoni

Diffusioni novembre 2011: Il Sole 24 Ore avanza, La Gazzetta Dello Sport scende ancora

TESTATA
DIFFUSIONI
NOVEMBRE 2011
DIFFUSIONI
OTTOBRE 2011
VARIAZIONE
IN %
DIFFUSIONI
NOVEMBRE 2010
VARIAZIONE
IN %
Corriere Della Sera 488.721 460.517 +6,1% 497.478 -1,8%
Repubblica 434.879 433.211 +0,4% 430.393 +1%
Il Sole 24 Ore 301.142 281.858 +6,8% 282.755 +6,5%
La Gazzetta Dello Sport 262.664 273.472 -3,9% 300.986 -12,7%
La Stampa 260.900 265.600 -1,8% 264.600 -1,4%
Il Messaggero 177.500 182.250 -2,6% 179.000 -0,8%
Il Giornale 157.502 157.468 0 172.976 -8,9%
Avvenire 112.132 108.147 +3,7% 111.014 +1%
Libero 100.878 98.880 +2% 100.840 0

La sorpresa in edicola sarà pur viziata dall’infuocato clima economico che pervade l’agenda setting, ma è pur sempre notevole. I dati di diffusione dei quotidiani italiani nel mese di novembre sono eloquenti: Il Sole 24 Ore torna a superare allegramente il muro delle 300mila copie. Complice il lavoro severo del direttore Roberto Napoletano e il momento storico italiano, il quotidiano di Confindustria realizza il miglior incremento nel mese di novembre, sia rispetto al mese di ottobre che allo stesso mese del 2010. In testa rimane Il Corriere Della Sera, che guadagna il 6% rispetto ad ottobre riguadagnando le 54 mila copie (alle quali vanno aggiunte le 33mila digitali) che lo separano da Repubblica. Il quotidiano di Ezio Mauro si difende egregiamente, mantenendosi stabile sulle 430mila copie: ora sarà interessante vedere come evolveranno le vendite a fronte delle dimissioni di Silvio Berlusconi. Il podio è completato, come detto, dal Sole 24 Ore in grande spolvero.

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