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25 gen 2012
Thomas Ciaffoni

Anche Il Riformista è a rischio chiusura

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Non è un buon inizio anno per la stampa italiana. Negli ultimi giorni, come ricorda Claudio Plazzotta su Italia Oggi, i quotidiani italiani sono alle prese con numerose avversità. Dalla chiusura di City, il freepress di RCS, e Liberazione, al taglio di copertura diffusionale per Il Foglio, passando per lo stato di crisi al Messaggero, le testate tricolori stanno subendo numerosi grattacapi. Si accorda alle situazioni già citate, quella del Riformista, diretto da Emanuele Macaluso.

Anche per il foglio arancione sono tempi duri, c’è già un contratto di solidarietà e la redazione è dovuta traslocare dalla sede romana in via delle Botteghe Oscure alla sede legale della proprietà in via della Trinità dei Pellegrini. Non si sa per quanto, visto i dati di vendita che per il giornale di Macaluso parlano di 2-3mila copie quotidiane, un po’ poche per sostenere costi e ottimismo. La nuova versione grafica del Riformista era stata lanciata a metà novembre, con un rafforzamento dell’edizione domenicale, ma non sta dando i frutti sperati. Ed è da settembre che c’è maretta in redazione, dove non si contano più i mugugni. E dove chi può, se ne va, come Tonia Mastrobuoni, destinazione La Stampa, o aggiunge collaborazioni salvifiche, come Tommaso Labate a Lettera 43 e Sonia Oranges al Secolo XIX.

23 gen 2012
Thomas Ciaffoni

Chiude City, il quotidiano freepress di RCS

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Addio City. Dopo 11 anni di attività, chiude il quotidiano freepress di RCS. L’editore lo ha comunicato alla redazione, che spiega la situazione in un comunicato sindacale sul sito web della testata. La sospensione della pubblicazione delle otto edizioni (tra cui Milano e Roma) avverrà entro il prossimo febbraio e si è rivelata inevitabile, in virtù del magro fatturato pubblicitario che aveva già costretto il corpo giornalistico a subire un taglio di ben cinque unità. In tutti questi anni, City non ha quasi mai prodotto utili, spiegava Claudio Plazzotta su Italia Oggi, ma c’era una data, giugno 2012, entro la quale trovare un compratore (tra gli interessati c’era lo stampatore Mario Farina) o chiudere del tutto. E’ stata scelta, anzitempo, la seconda ipotesi, la più drastica.

Gli investimenti da parte dell’azienda, spiega la nota del cdr, sono calati. Lo scorso anno l’amministratore delegato Antonello Perricone aveva ricordato che "tutta la stampa gratuita sta soffrendo tantissimo, si tratta di un problema strutturale" e visti i tempi duri per la raccolta pubblicitaria, il gruppo aveva in corso "una forte e profonda riflessione", sicuramente a partire dai dati economici. Però l’’interesse e il gradimento dei lettori, saliti a 1.786.000, non mancavano, tanto da portare City al sesto posto tra i quotidiani più letti in Italia.

Ora RCS dovrà comunicare il destino dei 19 tra redattori, collaboratori e poligrafici rimasti, magari ricollocandoli all’interno dell’azienda (se l’Huffington Post fosse arrivato a via Solferino, sarebbe stato più semplice riposizionare gli esuberi). Ma considerando l’aria che tira in Rizzoli e il malcontento riversato sul settore periodici fin dalla scorsa estate, per la forza lavoro dedita a City il futuro si prevede ancor più nebuloso.

23 gen 2012
Thomas Ciaffoni

Da febbraio Il Foglio non uscirà più in Sicilia e Sardegna (tranne i mesi estivi)

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Lettori di Sicilia e Sardegna, mettetevi il cuore in pace (o abbonatevi al digitale con risparmi ridicoli). Dal 1° febbraio Il Foglio non arriverà più nelle edicole isolane (ma solo in estate, con i turisti, of course). Il quotidiano ha pubblicato online la mappa della penisola per evidenziare la diffusione: abbastanza inutile, visto che la versione digitale è disponibile a prescindere e non legata alla regionalità. Esigenze economiche alla base del taglio (nonostante i cospicui finanziamenti pubblici)? Molto probabile. Di certo le tariffe vantaggiosissime (entro febbraio!) per abbonarsi alla versione elettronica lo sono molto meno: un anno costa 180 euro invece di 205 euro, con un minimo risparmio di 25 euro, che scende se scegliamo un abbonamento di 6 mesi o 1 mese (5 euro in meno rispetto alla versione cartacea). E la copia singola è acquistabile soltanto su iPad. Cari lettori isolani, il vostro destino è segnato.

23 gen 2012
Thomas Ciaffoni

Daniela Hamaui alla regia del prossimo restyling di D–La Repubblica Delle Donne

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C’è aria di restyling per D – La Repubblica delle Donne. Il settimanale femminile del quotidiano diretto da Ezio Mauro starebbe per uscire in una nuova veste grafica, a distanza di quasi due anni dall’ultimo rimaneggiamento shock (mai pienamente digerito dal sottoscritto) firmato dall’art director-star Joel Berg, un habitué nei dintorni del Gruppo L’Espresso. Stando alle anticipazioni de Il Mondo, a reggere le fila della trasformazione stilistica c’è Daniela Hamaui, ritornata a capofitto sul prodotto, dopo la lunga cavalcata al timone de L’Espresso e gli ultimi anni a gestire le strategie editoriali del gruppo. L’incognita è sempre quella: conferire dignità di interesse agli allegati dei quotidiani, sempre più bistrattati dai lettori.

18 gen 2012
Thomas Ciaffoni

Ultimatum entro giugno per il freepress City: o si vende o si chiude

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Al di là delle trattative tra RCS e Arianna Huffngton per importare in Italia il suo famosissimo megablog, la questione City si fa sempre più spinosa. Scrivevamo come l’arrivo dell’Huffington Post in seno a Rizzoli potesse aiutare a sbrigare la faccenda che riguarda il quotidiano freepress, da 11 anni sulle strade di otto città italiane. Il suo destino, infatti, è pericolosamente in bilico, gli utili sono inesistenti e i ricavi pubblicitari deprimenti (l’intero settore li ha visti cadere del 23% rispetto al 2010). Insomma, tenere in vita City è questione di cuore, non certo di portafoglio.

RCS aveva già tentato, la scorsa estate, di metterlo in vendita (ed era in buona compagnia, con parecchie testate storiche che ne condividevano l’arida profittabilità sul mercato) ma senza successo. Lo stampatore Mario Farina (già editore di altri due freepress, DNews e Metro) sembrava interessato, ma non fu avviata alcuna trattativa. E ora in RCS stanno definendo i tempi della deadline, secondo quanto riporta oggi Claudio Plazzotta su Italia Oggi: o si vende, o si chiude, decisione da prendere entro giugno 2012. Ecco perché le trattative con la Huffington assumono un interesse particolare: nel caso in cui venga deciso (anzitempo) di uccidere City, la ventina di redattori verrebbe comodamente spostata all’HuffPo tricolore, senza avviare alcuna campagna acquisti esterna. Certo, prima dovrebbe venire l’accordo, operazione affatto semplice.

17 gen 2012
Thomas Ciaffoni

Schettino a torso nudo riassume la stigmatizzata superficialità italiana sulla prima di Bild

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Ce la meritiamo, per certi versi, questa pittoresca prima pagina. I tedeschi della Bild, abituati ai sensazionalismi da copertina, non potevano farsi sfuggire questo scatto pruriginoso per condire di melma lo scandalo della Costa Concordia, il cui protagonista unico ed acclarato, suo malgrado, è il comandante Francesco Schettino. Ritrarlo a torso nudo, come ad identificare in quella posa l’italica propensione a sburronaggine e superficialità, salda uno sbeffeggiamento sacrosanto, benché faccia stupidamente leva sui soliti luoghi comuni. Ma rafforzato dall’esclamazione regina del cazzeggiamento: “Tutto okay”. Stavolta ce la siamo meritato tutto, il disdegno.

16 gen 2012
Thomas Ciaffoni

Ore contate per i dorsi regionali del Sole 24 Ore?

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Addio ai dorsi regionali del Sole 24 Ore? Pare che a viale Monterosa gli inserti economici del quotidiano di Confindustria, diretti da Luca Benecchi, vengano dati per spacciati. Da febbraio, complice un’avvinghiante riorganizzazione interna e presunti scarsi risultati in termini di raccolta pubblicitaria, i sei fascicoli settimanali (Nord Est, Nord Ovest, Centro Nord, Roma, Sud e Lombardia, quest’ultimo il più diffuso ed apprezzato) finiranno mestamente appiedati. A vantaggio di nuovi inserti, già in fase di studio, per racimolare nuovi investimenti pubblicitari (battendo soprattutto i settori ancora sopravvissuti alla crisi dei consumi).

16 gen 2012
Thomas Ciaffoni

Oggi grandi titoloni, sabato un misero box: l’incidente della Costa Concordia sui quotidiani

Ieri, domenica 15 gennaio, tutti i quotidiani italiani hanno dato un ampissimo risalto, fin dalla prima pagina, all’incidente della nave Costa Concordia, evento che sta monopolizzando i media mainstream da un paio di giorni, anche all’estero. Ma gli stessi quotidiani, uscendo il sabato mattina, alla tragedia avevano dedicato, in prima pagina, un misero riquadro.

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La notizia dell’incidente è giunta nella tarda serata del venerdì, la maggior parte dei quotidiani (soprattutto quelli minori) chiude il giornale prima della mezzanotte e fatica a stare sul pezzo. Ma le testate principali, che invece fissano la deadline molto più in là, avrebbero avuto più tempo per evidenziare meglio la notizia. Il Corriere Della Sera l’ha spedita in un box di fortuna a fondo pagina, la Repubblica concede leggermente più spazio, La Stampa la colloca in cima: insomma, considerata l’importanza che gli stessi quotidiani hanno comprensibilmente dato all’evento il giorno successivo, sembra stridere il posizionamento di fortuna della notizia nella prima pagina del sabato, quando dinamiche e numeri erano sufficientemente chiari per imbastire un forte titolo d’apertura. Poi, certamente, il tempo per approfonditi reportage non ci sarebbe stato, ma un segnale sì. E invece la sensazione, sfogliando quei quotidiani, è che quella notizia fosse stata inizialmente percepita come un normale incidente da raccontare nelle pagine di cronaca, non tale da meritarsi subito l’apertura principale o da sconvolgere in extremis la scaletta, magari con la consapevolezza che ai giornali di carta sarebbe toccata, il giorno dopo, l’onore e l’onere dell’approfondimento (in differtita, rispetto alla simultaneità frenetica del web). Già, il web, capace di scardinare l’agenda setting e maneggiare priorità, destituendo una volta di più del ruolo insindacabile quegli stessi giornali che oggi faticano pericolosamente ad inseguire le nuove fonti di informazione.

15 gen 2012
Thomas Ciaffoni

Costa Concordia, il vizio (lecito?) dei quotidiani locali di fronte alle tragedie

I quotidiani, stendendo le prime pagine di ieri, sabato, con l’incidente della Costa Concordia ancora fresco, si erano limitati a piccoli riquadri magari a fondo pagina. Oggi, com’è comprensibile, i giornali si sono scatenati. Non solo i big della stampa, che hanno sfornato servizi maxi come da tradizione. Ma anche e sopratutto le miriade di quotidiani locali, che hanno imbastito le prime pagine calcando senza tanti complimenti la via del sensazionalismo territoriale. Ognuno a connotare il titolo della tragedia con la conta dei sopravvissuti, siano abruzzesi, siciliani, sardi. Non che sia un male, ma è una mossa che mi crea sempre qualche perplessità.

 

Il Centro (gruppo Finegil – L’Espresso) grida: “Nave affonda, salvi 14 abruzzesi“. Il Corriere Di Como nondimeno: “Odissea di tre comasche sulla nave del naufragio“. Oppure L’Arena di Verona: “Noi veronesi sulla nave della morte“. Titoli che possono imbarazzare, sminuendo (involontariamente) il valore della tragedia, che tocca tutti, a prescindere dalla territorialità. Alcuni quotidiani locali hanno aggiunto dettagli sul catenaccio o nei sommari, preferendo un titolo d’apertura più neutro. Altri invece non si sono trattenuti. Nulla di male, lo ribadisco: la copertura perfetta spetta ai quotidiani principali, quelli locali approfondiscono in base alla loro zona di appartenenza. Ma le diversità di trattamento straniscono. E’, d’altronde, un copione seguito a menadito ogni volta in cui l’informazione si trova a raccontare gli incidenti: prima di tutto, troviamo i nostri, perché la morte, sotto sotto, ha un colore differente.

14 gen 2012
Thomas Ciaffoni

Metro pronto a sbarcare a Napoli e rafforza il sito web

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Continua l’espansione di Metro, il quotidiano freepress realizzato e distribuito in Italia dall’editore Mario Farina (che ha anche DNews, dal destino più incerto). La novità, prevista per fine febbraio, sarà l’esordio a Napoli, che costituirà la nona città raggiunta dal giornale, dopo Roma, Milano, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Sassari e Torino. Metro, infatti, è l’unico dei quotidiani gratuiti che aumenta la tiratura coinvolgendo nuovi presidi territoriali, sfruttando la ritirata di altri giornali competitor (come Leggo) costretti alla ritirata nelle città principali, riducendo costi e distribuzione. Parallelamente allo sbarco napoletano, il sito web metronews.it verrà rafforzato diventando un vero e proprio giornale online con notizie in tempo reale e raccoglierà tutte le edizioni internazionali del quotidiano, frutto di un accordo strategico con la casa madre svedese.

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