Nel giorno dei tormentoni debutta il nuovo sito web de Il Giornale
Dalle prime ore del mattino è online la nuova versione grafica del sito web de Il Giornale. Completamente ridisegnato, cambia la disposizione di alcuni elementi, assume ancor più importanza la notizia principale, e c’è un utilizzo sapiente delle immagini scontornate.
Molto interessante è anche la struttura dei singoli articoli, che ricorda l’impostazione di alcune testate straniere abituate a giocare con lo spazio vuoto. Nel complesso, il sito del Giornale trova nuova linfa e non poteva essere stato lanciato in altra data, visto che il debutto ha coinciso con le voci di dimissioni del premier Silvio Berlusconi.
Grazie a Franz per la segnalazione.
L’esordio di Alberoni su Il Giornale: parlando di amore…
Senza alcun preambolo introduttivo o almeno gli educati saluti del padrone di casa (il direttore Alessandro Sallusti), il sociologo dell’amore Francesco Alberoni esordisce stamattina sulla prima de Il Giornale. Il suo spazio, a fondo pagina, e il giorno di pubblicazione, il lunedì, sono analoghi a quelli conquistati sul Corriere Della Sera, prima che il contratto dell’esperto terminò, laconicamente, senza alcun stracciamento di vesti (che va tanto di moda), il che farebbe pure riflettere. Ora rimane da capire se quei corsivi sociologici siano pertinenti alla testata che li pubblica (se consideriamo che Il Giornale sostiene il PdL, ribattezzato il Partito Dell’Amore, l’identità di vedute è fatta).
Minzolini via dal TG1? Si scaldano Mario Sechi e Alessandro Sallusti

Vacilla la poltrona, già scottante, di Augusto Minzolini. La sua direzione del TG1, già colpita da ascolti in picchiata, risente anche delle questioni giudiziarie in seno alla stessa Rai (la questione dei rimborsi spese gonfiati) che potrebbero nuocere in tribunale all’azienda di Viale Mazzini. Nonostante l’invito del premier Berlusconi a rimanere in sella, per Minzolini (che è tornato a firmare editoriali controversi come risposta forzata alle tenaglie dei detrattori) l’addio al telegiornale della prima rete potrebbe concretizzarsi seriamente, se non nel giro di qualche ora (se, come dicono i beninformati, è stato convocato un cda urgente per disinnescare la patata bollente), nelle prossime settimane. Così ecco una serie di probabili sostituti di Minzolini, che pare siano stati allertati per salire al comando del TG1 ed entrambi simpatizzanti (chi più, chi meno) del centrodestra – l’imperativo è sempre quello di non infastidire i poteri forti. In pole position viene dato Mario Sechi, attuale direttore del quotidiano Il Tempo (sulle cui sorti ci sono diversi interessati) e da qualche periodo molto presente in video. Ma in lotta per la poltrona potrebbe rientrare anche Alessandro Sallusti, numero uno de Il Giornale e volto conosciutissimo in televisione. Su di lui dicono che abbia voglia di cambiare aria e avventura (specialmente da quando al Giornale è rientrato Vittorio Feltri), ma i più critici annuserebbero una tempesta mediatica considerata la vicinanza di Sallusti al premier, ben più marcata rispetto al lavoro, seppur mai celato, di Minzolini. A sua volta, quest’ultimo potrebbe finire alla corte del premier senza intermezzi, o a dirigere Panorama (il mercato editoriale zoppicante e la voglia di tornare in video avrebbero spinto l’attuale numero uno Giorgio Mulé a cambiare strategia) oppure il TG5, complice le condizioni di salute non proprio ottimali di Clemente Mimun. In qualsiasi modo si completi (o complichi) lo scacchiere dei nomi, la posizione di Minzolini al TG1 si fa sempre più critica e si intreccia sempre più alle sorti del governo, un cortocircuito che soltanto in Italia può proliferare.
Sallusti sospeso dall’Ordine: ecco il motivo del ritorno di Feltri al Giornale?

Alessandro Sallusti, direttore de Il Giornale, è stato sospeso dall’Ordine dei Giornalisti della Lombardia per aver concesso carta e penna, tra l’ottobre 2006 e il luglio 2008, al senatore Renato Farina, già radiato dall’Ordine per aver lavorato per i servizi segreti sotto il nome di “agente Betulla”. Si tratta di una sanzione che Vittorio Feltri conosce bene, avendola scontata per lo stesso motivo fino ad un paio di mesi fa. Per ora la sospensione è bloccata per il ricorso ottenuto dai legali di Sallusti, che parla di “persecuzione giudiziaria”:
“Sono cose che si riferiscono ad anni fa e solo oggi arriva questa sentenza. Renato Farina era stato radiato dall’Ordine, si era dimesso dal Giornale, non ha ricevuto un centesimo per i suoi articoli. Qualcuno mi deve dire cosa avrei violato. Insomma Farina è come qualunque cittadino a cui è riconosciuto il diritto costituzionale di poter scrivere su un giornale”.
Se le parole di Sallusti possono essere in parte condivisibili, dall’altro lato i comportamenti di Farina sono stati discutibili, tanto da poter facilmente scavalcare i soliti proclami da vittima. Ma la mannaia che sta per cadere su Sallusti è forse il motivo del ritorno al Giornale dello stesso Vittorio Feltri: se l’attuale direttore dovesse zittirsi forzatamente, il quotidiano di Paolo Berlusconi non resterebbe senza guida, anzi, forse la sospensione cade a puntino sul reindirizzamento politico della testata, se i rumors velenosi trovano fondamento (anche se maligno).
Sallusti e Il Giornale tirano la volata al duo Lassini-Moratti

Endorsement molto meno sorprendente e coinvolgente rispetto allo storico editoriale di Paolo Mieli sul Corriere Della Sera (quando candidamente affermò di voler appoggiare al voto il centrosinistra) per Alessandro Sallusti, che stamane sul Giornale si schiera (eggià) con il duo Lassini-Moratti nelle prossime elezioni comunali.
Da quasi tragedia a farsa. Roberto Lassini, il candidato consigliere comunale di Milano che Letizia Moratti non vuole più in lista («O me o lui») per via dei manifesti contro i giudici, sembra non possa fare un passo indietro. La legge elettorale non permetterebbe infatti modifiche alla lista dopo che questa è stata depositata in tribunale. E allora che fare? Pare che si vada verso la seguente soluzione: un impegno del reietto a dimettersi in caso di elezione. In attesa di notizie certe, anticipo la mia intenzione: alle urne voterò entrambi, Moratti sindaco e Lassini consigliere. Mi sembra che i due possano tranquillamente convivere nel più grande partito popolare della Seconda Repubblica. Letizia Moratti ben rappresenta la testa del Pdl, e merita senza dubbi una riconferma. Lassini è invece portavoce della pancia del popolo berlusconiano, che non ha meno titoli e diritti di altre componenti.
Che la presa di posizione avvenga su un giornale “d’opinione” assume ovviamente meno risalto.
Le crociere (di lusso) de Il Giornale
Innanzitutto, per sgomberare subito il campo dai fischi, premetto che iniziative del genere non sono inedite. Già Alfonso Signorini una volta all’anno si imbarca insieme ai lettori di TV Sorrisi & Canzoni e sceglie la crociera come miglior modo per risaldare pubblico e rivista. Ma i detrattori irriducibili non mancheranno di irridere l’analoga idea de Il Giornale, che ogni anno organizza la crociera (la prossima è prevista dal 2 al 10 maggio prossimo tra Spagna e Portogallo) coinvolgendo lettori e le firme più prestigiose del quotidiano, a partire dal direttorissimo Alessandro Sallusti e poi a cascata Gian Galeazzo Biazzi Vergani, Paolo Granzotto, Tony Damascelli, Domizia Carafoli e Mario Cervi (che nel 2009 spiegava perchè non rimanersene beati a casa). La crociera periodica la vogliono i lettori, perchè c’è bisogno di confronti, dibattiti e relax, si suppone, ed è richiesto un portafoglio robusto: mille euro minimo per la cabina. Ma per i propri beniamini questo ed altro (e sia mai che mosse del genere non diventino toccasana per le vendite in edicola).
Chi fa cosa / Sallusti completa le vicedirezioni al Giornale

Nella scacchiera del Giornale le pedine iniziano ad essere opportunamente collocate. Il direttore Alessandro Sallusti sta completando gli spostamenti dei propri collaboratori per rafforzare la testata che, com’era prevedibile, deve difendersi dal redivivo concorrente Libero, dove l’effetto Feltri è già costato al quotidiano di via Negri alcune migliaia di copie. Sallusti punta molto sulle nuove vicedirezioni: a Roma è stato promosso Salvatore Tramontano, mentre a Milano a far compagnia a Nicola Porro e Nicola Forcignanò ci sarà anche Giuseppe De Bellis, ex capo dell’Attualità. Marco Lombardo, caporedattore, è finito invece alla guida del Giornale Style, il magazine mensile dedicato a moda e tendenze, e di Style Week, l’inserto domenicale del quotidiano. A lui toccherà anche gestire i prepensionamenti previsti, che coinvolgeranno una quindicina di giornalisti. Ma al Giornale sono diverse le aree su cui intervenire per recuperare il gap: all’Attualità dovrebbe giovare l’arrivo di Marco Zucchetti dagli Interni e sono previsti spostamenti di quattro-cinque persone da Roma a Milano per snellire il lavoro. Sul web, stando alle indiscrezioni raccolte dal settimanale economico Il Mondo, piomba invece Marcello Foa, inviato e scrittore, che dovrà rilanciare il sito web della testata, altra arma su cui Feltri a Libero sta per investire ingenti energie.
Giuliano Ferrara esordisce su Il Giornale: potrebbe lasciare Il Foglio (e magari spodestare Sallusti)?

Con questo articolo pubblicato ieri in pompa magna in prima pagina de Il Giornale, Giuliano Ferrara inizia la sua collaborazione con il quotidiano di Paolo Berlusconi. Le indiscrezioni che lo volevano dunque editorialista si sono puntualmente verificate. Ma la collaborazione con Il Giornale ha dato vita ad una serie di ipotesi che il sito Giornalettismo ha provveduto immediatamente a verificare, in un clima, nel mondo editoriale, già sconquassato dai periodici e ipotetici giri di valzer dei direttori.
Giuliano Ferrara sarà il nuovo editorialista de Il Giornale?

Evidentemente le indiscrezioni di inizio ottobre non erano del tutto infondate. Dagospia rilancia uno scoop che, se venisse confermato, potrebbe spronare l’ennesimo valzer di direttori che già i destini incerti di Ferruccio De Bortoli e Gianni Riotta avevano inaugurato nelle fantasie di chi si aspetta sorprendenti ribaltoni nel mondo dell’editoria. Giuliano Ferrara, direttore del Foglio, starebbe per firmare il suo arrivo a Il Giornale come editorialista di punta: un pezzo a settimana e riflettori puntati. Il direttore Sallusti rimane in sella al quotidiano, nonostante le vecchie voci che volevano Ferrara direttamente alla guida del giornale, considerati i redivivi rapporti di stima tra l’Elefantino e il premier Berlusconi. In tempi non sospetti si parlava pure di un forte interessamento della Mondadori per Il Foglio, ma Ferrara ha sempre smentito, compreso il millantato avvicendamento con Vittorio Feltri, a quei tempi direttore editoriale de Il Giornale. E dire che il quotidiano di Paolo Berlusconi a fine dicembre aveva spronato lo stesso Ferrara a ricomparire finalmente in televisione con un programma tutto suo. Ha sbagliato soltanto la destinazione.
Sallusti cerca un nuovo vicedirettore per Il Giornale e riorganizzare la squadra

Alessandro Sallusti deve ancora completare la scacchiera dei propri uomini al comando delle sezioni di riferimento. La rincorsa al concorrente Libero è già iniziata e Il Giornale non può permettersi di arrancare. Così il direttore, ex spalla di Feltri e ora divenuto nemico numero uno, sta riorganizzando i ruoli interni in redazione, cercando prima di tutto un nuovo vicedirettore che riempia il vuoto lasciato dalla dipartita, verso Libero, di Massimo De Manzoni. Secondo il quotidiano Italia Oggi, in lizza per la poltrona ci sarebbero Gabriele Barberis (capo degli interni), Giuseppe De Bellis (capo della cronaca nazionale), Alessandro Rocchi (capo della cronaca milanese), l’inviato Stefano Filippi e Laura Feltre (coordinatrice dell’ufficio centrale). Trovare un sostituto di De Manzoni avvicinerebbe Nicola Porro e Nicola Forcignanò, vicedirettori rispettivamente su Milano e Roma, al cuore del quotidiano e ancor più vicini a Sallusti. D’altronde la missione ora è quella di recuperare i lettori, dopo il calo conseguente all’addio di Feltri e affrontare marzo, quando Vittorio tornerà operativo come giornalista dopo la condanna inflittagli dall’Ordine per il caso Boffo, con tutti i pezzi della macchina organizzativa a posto permetterà un confronto ad armi pari. Il ritorno all’ovile di Mario Giordano e il neoacquisto Giuseppe De Filippi vanno proprio in questa direzione. E se gli ultimi dati diffusionali sono ahimé critici per Il Giornale, i conti societari sono in miglioramento di 11 milioni di euro (ma il rosso resta di 7 milioni).
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- Cambi di vicedirezioni per Marco De Martino: da quella di Wired a quella di Vanity Fair, insieme a Michela Gattermayer e Daniele Bresciani. Screzi con il neodirettore Antonelli alla base della scelta? Chissà…
- Settimana di nuove uscite per i mensili dei quotidiani: venerdì in edicola sia Style Magazine del Corsera che il nuovo numero di IL del Sole 24 Ore, da non perdere.
- A quando la versione per Mac di Flipboard? La foto qua (http://bit.ly/yOwxDv) è un fake, ma i lavori in corso ci sono http://aol.it/AvK2sq
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