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7 feb 2012
Thomas Ciaffoni

Restyling per Chi e Sorrisi, no ai giornali low-cost: Stefano De Alessandri spiega i progetti Mondadori

stefano-de-alessandri-mondadori

Stefano De Alessandri, direttore generale Periodici Mondadori dall’ottobre 2010, racconta le strategie del gruppo editoriale di Segrate in un’interessantissima intervista rilasciata a Claudio Plazzotta per il quotidiano Italia Oggi. Proprio qualche giorno dopo le indiscrezioni e gli annunci della casa editrice che avevano portato Walter Mariotti alla vicedirezione di Panorama e alla trasformazione di Flair in supplemento del settimanale, non senza dimenticare la novità del femminile InStyle in cantiere. Ulteriori, succose, novità sono attese nei prossimi mesi, tra cui restyling eccellenti (e inaspettati) dei cavalli di razza Mondadori. Ma facciamo il punto con ordine.

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27 gen 2012
Thomas Ciaffoni

Succede in RCS /1 – Nuovi tumulti sindacali, assunzioni inattese e photogallery malandrine sparigliano il Corsera

ferruccio-debortoli

E’ un periodo travagliato quello che attanaglia i piani alti di RCS, impegnati in un poco invitante slalom tra grattacapi economici e organizzativi. Prima c’è stata l’annunciata chiusura di City, che ha spinto i giornalisti del quotidiano freepress ad occupare sito e giornale. Poi l’obbligato trasloco delle redazioni di Corriere Della Sera e Gazzetta Dello Sport per consentire la messa in vendita degli immobili di via Solferino: una decisione che ha ispirato l’ennesimo comunicato sindacale del cdr del Corsera, imbufalito per lo smembramento geografico di redattori e poligrafici, tra via Solferino e Crescenzago, mentre rimarranno intoccati “gli uffici dei più alti vertici aziendali e lo staff del marketing”. Insomma, due eventi che hanno hanno polverizzato la già precaria tranquillità delle testate del gruppo, costretto ad aggiustare le storture finanziarie (e presto protagonista, probabilmente in primavera, di una rocambolesca girandola di direttori, in scadenza di contratto). Curioso è quanto avviene nella testata diretta da Ferruccio De Bortoli. Mentre il futuro delle 20 persone che curano City non è ancora stato celato (forse verranno riassorbite all’interno di altri periodici, sperando non quelli già in crisi, oppure lasciati a piedi), mercoledì scorso, a 24 ore dalla notizia dello stop inferto a City, c’è stata una sorprendente sfilza di assunzioni.

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17 gen 2012
Thomas Ciaffoni

Schettino a torso nudo riassume la stigmatizzata superficialità italiana sulla prima di Bild

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Ce la meritiamo, per certi versi, questa pittoresca prima pagina. I tedeschi della Bild, abituati ai sensazionalismi da copertina, non potevano farsi sfuggire questo scatto pruriginoso per condire di melma lo scandalo della Costa Concordia, il cui protagonista unico ed acclarato, suo malgrado, è il comandante Francesco Schettino. Ritrarlo a torso nudo, come ad identificare in quella posa l’italica propensione a sburronaggine e superficialità, salda uno sbeffeggiamento sacrosanto, benché faccia stupidamente leva sui soliti luoghi comuni. Ma rafforzato dall’esclamazione regina del cazzeggiamento: “Tutto okay”. Stavolta ce la siamo meritato tutto, il disdegno.

16 gen 2012
Thomas Ciaffoni

Dopo la gaffe del Gazzettino arrivano le scuse del direttore

gazzettino-concordia-spot

La gaffe ieri aveva fatto il giro di Internet, spinta dal suo carattere virulento, a 24 ore dal disastro della nave Costa Concordia. Accostare la prima pagina del Gazzettino di Venezia alla megapaginona, ultima, dedicata ai confetti Crispo, peccato per il dettaglio da brividi: “Vinci la tua crociera”. Una svista che ha fatto inorridire molti e costretto il direttore del quotidiano veneto, Roberto Papetti,  a recitare scuse sacrosante, rispondendo ad una lettera di una lettrice (espediente narrativo di cui si poteva forse fare a meno, a vantaggio di una sana trasparenza):

Molte pagine di pubblicità arrivano in stampa seguendo un percorso parallelo a quello delle altre pagine del giornale: ciò significa che la redazione e la direzione conoscono il nome dell’inserzionista, ma non i contenuti della pubblicità.
Quando accadono tragedie come quella della Concordia si verifica che non ci siano inserzioni inopportune: se c’è stato un incidente aereo, per esempio, si rinviano eventuali pubblicità che promuovono viaggi o compagnie aeree. Cosa che è stata fatta anche sabato ma, ahinoi, quella pagina risultava, come in effetti era, una pubblicità di confetti, della crociera in premio nulla sapevamo. Quando ce ne siamo accorti era troppo tardi: il giornale era già stampato.

Insomma, la colpa era dell’inserzionista, che non aveva specificato i contenuti della pagina pubblicitaria. Ok i confetti, ma l’inghippo stava nel concorso annesso. Il risultato è stato un accostamento da brividi, per quanto involontario, ma per fortuna in buona fede.

16 gen 2012
Thomas Ciaffoni

Oggi grandi titoloni, sabato un misero box: l’incidente della Costa Concordia sui quotidiani

Ieri, domenica 15 gennaio, tutti i quotidiani italiani hanno dato un ampissimo risalto, fin dalla prima pagina, all’incidente della nave Costa Concordia, evento che sta monopolizzando i media mainstream da un paio di giorni, anche all’estero. Ma gli stessi quotidiani, uscendo il sabato mattina, alla tragedia avevano dedicato, in prima pagina, un misero riquadro.

quotidiani-concordia-sabato

La notizia dell’incidente è giunta nella tarda serata del venerdì, la maggior parte dei quotidiani (soprattutto quelli minori) chiude il giornale prima della mezzanotte e fatica a stare sul pezzo. Ma le testate principali, che invece fissano la deadline molto più in là, avrebbero avuto più tempo per evidenziare meglio la notizia. Il Corriere Della Sera l’ha spedita in un box di fortuna a fondo pagina, la Repubblica concede leggermente più spazio, La Stampa la colloca in cima: insomma, considerata l’importanza che gli stessi quotidiani hanno comprensibilmente dato all’evento il giorno successivo, sembra stridere il posizionamento di fortuna della notizia nella prima pagina del sabato, quando dinamiche e numeri erano sufficientemente chiari per imbastire un forte titolo d’apertura. Poi, certamente, il tempo per approfonditi reportage non ci sarebbe stato, ma un segnale sì. E invece la sensazione, sfogliando quei quotidiani, è che quella notizia fosse stata inizialmente percepita come un normale incidente da raccontare nelle pagine di cronaca, non tale da meritarsi subito l’apertura principale o da sconvolgere in extremis la scaletta, magari con la consapevolezza che ai giornali di carta sarebbe toccata, il giorno dopo, l’onore e l’onere dell’approfondimento (in differtita, rispetto alla simultaneità frenetica del web). Già, il web, capace di scardinare l’agenda setting e maneggiare priorità, destituendo una volta di più del ruolo insindacabile quegli stessi giornali che oggi faticano pericolosamente ad inseguire le nuove fonti di informazione.

15 gen 2012
Thomas Ciaffoni

Costa Concordia, il vizio (lecito?) dei quotidiani locali di fronte alle tragedie

I quotidiani, stendendo le prime pagine di ieri, sabato, con l’incidente della Costa Concordia ancora fresco, si erano limitati a piccoli riquadri magari a fondo pagina. Oggi, com’è comprensibile, i giornali si sono scatenati. Non solo i big della stampa, che hanno sfornato servizi maxi come da tradizione. Ma anche e sopratutto le miriade di quotidiani locali, che hanno imbastito le prime pagine calcando senza tanti complimenti la via del sensazionalismo territoriale. Ognuno a connotare il titolo della tragedia con la conta dei sopravvissuti, siano abruzzesi, siciliani, sardi. Non che sia un male, ma è una mossa che mi crea sempre qualche perplessità.

 

Il Centro (gruppo Finegil – L’Espresso) grida: “Nave affonda, salvi 14 abruzzesi“. Il Corriere Di Como nondimeno: “Odissea di tre comasche sulla nave del naufragio“. Oppure L’Arena di Verona: “Noi veronesi sulla nave della morte“. Titoli che possono imbarazzare, sminuendo (involontariamente) il valore della tragedia, che tocca tutti, a prescindere dalla territorialità. Alcuni quotidiani locali hanno aggiunto dettagli sul catenaccio o nei sommari, preferendo un titolo d’apertura più neutro. Altri invece non si sono trattenuti. Nulla di male, lo ribadisco: la copertura perfetta spetta ai quotidiani principali, quelli locali approfondiscono in base alla loro zona di appartenenza. Ma le diversità di trattamento straniscono. E’, d’altronde, un copione seguito a menadito ogni volta in cui l’informazione si trova a raccontare gli incidenti: prima di tutto, troviamo i nostri, perché la morte, sotto sotto, ha un colore differente.

13 dic 2011
Thomas Ciaffoni

Basta “maschi alfa dalle diottrie basse”, più donne e gay: il Wired generalista di Carlo Antonelli

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A distanza di quattro mesi dall’insediamento ufficiale alla guida di Wired Italia, sostituendone il fondatore Riccardo Luna, il neodirettore Carlo Antonelli traccia un bilancio del suo percorso in un’intervista rilasciata ad Italia Oggi. La missione “normalizzatrice” del mensile sembra essersi ormai conclusa, perfettamente negli intenti dell’ex numero uno di Rolling Stone: da una rivista “per signori brufolosi con occhiali spessi, per nerd” ad un magazine per “donne e le componenti gay della società. Ma Antonelli va pure oltre, sfidando “il monopolio dei maschi alfa dalle diottrie basse” attraverso un progetto editoriale deliberatamente generalista. I numerosi detrattori, che dal principio hanno maldigerito la sua nomina al comando di Wired, avranno sicuramente nuovo materiale per farcire il proprio malcontento.

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13 dic 2011
Thomas Ciaffoni

Niente quotidiani in edicola e per i tablet: non c’è nulla di così anacronistico…

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Oggi l’edicola era stranamente a corto di quotidiani. Lo sciopero dei poligrafici proclamato ieri ed estesosi dalle originarie tre ore all’intero turno lavorativo, ha costretto i principali giornali di carta a disertare le edicole. Il Corriere Della Sera, La Repubblica, La Gazzetta Dello Sport, Il Sole 24 Ore, L’Unità, Il Messaggero, La Stampa ed Il Fatto Quotidiano, tra le testate di punta, non sono dunque uscite, né in cartaceo, né in digitale, com’è successo mille altre volte prima, suscitando la medesima domanda: ma perché il quotidiano non è uscito in digitale? Stamattina se l’è posta Piero Vietti, dal suo blog sul sito del Foglio, uno dei quotidiani regolarmente usciti oggi.

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29 nov 2011
Thomas Ciaffoni

O si vende o si chiude: l’ultimatum di Renato Soru alla sua Unità

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E’ stato un seminario di formazione per giornalisti di Redattore Sociale molto interessante, quello che si è svolto domenica scorsa a Capodarco di Fermo, se non altro per la portata delle dichiarazioni dell’ospite, intervistato dal direttore di Radio 3 Marino Sinibaldi. Le parole di Renato Soru, azionista di maggioranza del quotidiano L’Unità, sono immediatamente rimbalzate nei media, scatenando l’ormai consueto e giustificato livore dei giornalisti della testata, di nuovo ai ferri corti e abbandonati sulla via dell’incertezza economica e strategica.

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16 nov 2011
Thomas Ciaffoni

Totodirettori/2: l’addio di Fede lancia Mulé al TG4 e Minzolini a Panorama

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Insomma, il destino di Augusto Minzolini e del TG1 ha messo in fibrillazione il futuro professionale di molti direttori, in cerca di nuove gratificazioni o stimoli. Se nel precedente post ci sarebbe in pole position il pluricitato (dai rumors) Marione Calabresi, dato da tempo in partenza da La Stampa a vantaggio del ritrovato Gianni Riotta, per salire al comando del TG1, le sorti di Augusto Minzolini sembrerebbero dirette verso il settimanale Panorama, ancora nelle mani di Giorgio Mulè. Il quale da tempo non vedrebbe l’ora di ritornare in tv, e adesso che ci sarebbe pure un posticino di lusso, quello di Emilio Fede che avrebbe manifestato l’intenzione di abbandonare la sua amata creatura, il TG4, l’occasione è più che mai propizia. Che sia arrivato il momento delle rivoluzioni, a Panorama, lo testimonia la strigliata autunnale di Marina Berlusconi, che ha gradito poco il -15% di copie vendute nell’ultimo anno. L’imminente ingresso di Minzolini a Segrate potrebbe essere festeggiato con l’ennesimo restyling grafico, il terzo in quattro anni, un promemoria per la necessaria svolta editoriale del newsmagazine Mondadori.

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  • A marzo Glamour, il mensile femminile di Condé Nast, sbarcherà in Brasile http://bit.ly/yj1YCt *
  • Cambi di vicedirezioni per Marco De Martino: da quella di Wired a quella di Vanity Fair, insieme a Michela Gattermayer e Daniele Bresciani. Screzi con il neodirettore Antonelli alla base della scelta? Chissà… *
  • Settimana di nuove uscite per i mensili dei quotidiani: venerdì in edicola sia Style Magazine del Corsera che il nuovo numero di IL del Sole 24 Ore, da non perdere. *
  • A quando la versione per Mac di Flipboard? La foto qua (http://bit.ly/yOwxDv) è un fake, ma i lavori in corso ci sono http://aol.it/AvK2sq *
  • Anche Google sul mercato dei tablet: al lavoro su un Nexus allargato. Funzionerà? http://bit.ly/y4xNp0 *

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