Pillole di stampa estera/1 – Esquire, The Daily, Newsweek, Glamour, Women’s Health
Ogni sabato, per dare lustro al weekend, daremo uno sguardo al mondo della carta stampata fuori dai nostri confini nazionali, con una selezione di cinque fatti o avvenimenti degni di rilievo. Buona lettura!
David Granger, direttore di Esquire, si racconta al New York Times
Sul New York Times è apparsa un’interessantissima intervista a David Granger, direttore di Esquire, il mensile maschile americano di Hearst (di cui sarebbe allo studio anche una versione italiana). Il pezzo è un viaggio lungo i giorni bui della crisi editoriale americana, dalla quale Esquire è saputa uscire brillantemente, pur non senza qualche acciacco.
Schettino a torso nudo riassume la stigmatizzata superficialità italiana sulla prima di Bild
Ce la meritiamo, per certi versi, questa pittoresca prima pagina. I tedeschi della Bild, abituati ai sensazionalismi da copertina, non potevano farsi sfuggire questo scatto pruriginoso per condire di melma lo scandalo della Costa Concordia, il cui protagonista unico ed acclarato, suo malgrado, è il comandante Francesco Schettino. Ritrarlo a torso nudo, come ad identificare in quella posa l’italica propensione a sburronaggine e superficialità, salda uno sbeffeggiamento sacrosanto, benché faccia stupidamente leva sui soliti luoghi comuni. Ma rafforzato dall’esclamazione regina del cazzeggiamento: “Tutto okay”. Stavolta ce la siamo meritato tutto, il disdegno.
Una copia di un quotidiano vale il costo di 2,5 dollari? Gli USA dicono no. E noi?
Un quotidiano vale il costo di 2,50 dollari? Se l’è chiesto il sito americano Poll Position attraverso un sondaggio telefonico. La risposta è stata schiacciante: più di 3 lettori su 4 dicono no. Più clementi sono i giovani, più categorici sono gli adulti. La domanda appare legittima, dopo il rincaro del New York Times, salito dai 2 ai 2,50 dollari (circa 1,9 euro), dal lunedì al sabato. Troppi soldi, insomma, per un giornale di carta. Ricaricato per favorire l’accesso ai contenuti online ma anche per dare corpo al multichannel marketing.
Da noi i principali quotidiani non superano il costo di 1,50 euro, ma saremmo disposti ad acquistarli se costassero 2 euro?
France Soir, addio alla carta: da domani solo online (finché sarà possibile)
L’epilogo che i giornalisti, da tempo in sciopero, temevano e cercavano di scongiurare in tutti i modi sta per realizzarsi. Da domani il celebre e storico quotidiano France Soir uscirà soltanto in versione digitale. Fonti interne al giornale e riscontri di media francesi sono concordi: è la fine dell’edizione cartacea per la testata rilevata dal 25enne Alexandre Pugatchev, figlio di un oligarca russo, che ha cercato di rivitalizzarla con corposi investimenti, con esiti purtroppo insufficienti. E ora questa decisione di fermare le rotative potrebbe accompagnarsi al tragico piano di licenziamenti, che prevede il taglio di ben 89 posti di lavoro su 117.
Ufficialmente è ancora possibile abbonarsi alla copia cartacea sul sito della testata, ma la sensazione è che non lo sarà per molto. Il piano di rilancio proposto dall’attuale direttore Christine Vulvert nella riunione con azionisti, rappresentanti sindacali e personale svoltasi lunedì scorso, è stato bollato come irrealizzabile, comportando la spesa di ben 20 milioni di euro. L’unica soluzione di sopravvivenza per France Soir è dunque la versione online, sempre che i conti drammatici non costringano a fare drammaticamente a meno anche di questo presidio.
Foto | Il Post
Il quotidiano iraniano senza titoli
Mancano i titoli, non solo quelli principali, nell’edizione odierna del quotidiano filo-governativo Iran in segno di protesta per l’arresto dei suoi giornalisti. Non ci addentriamo (per mancanza di competenza) nella questione, ci limitiamo a registrare di nuovo l’importanza che i mezzi di comunicazione acquistano a livello sociale e politico, manifestando anche graficamente la propria vitalità.
Via | Giornalettismo
Chi sarà il personaggio del 2011 per Time? Tutti puntano su Steve Jobs…
Come tradizione, il primo numero di dicembre sarà importante per il prestigioso settimanale americano Time, perché incoronerà come al solito il personaggio o la celebrità che ha caratterizzato il 2011 volto ormai al termine. E sono già partite le voci che vorrebbero in copertina Steve Jobs, uno che sulla cover del magazine c’è stato già altre sette volte. I bookmakers lo danno molto probabile, e la sua scomparsa certamente aiuterà a fargli ottenere l’ennesima vetrina, senza dubbio meritata. Voi chi vorreste incoronare come personaggio dell’anno?
Financial Times, aumentano abbonati digitali e visite a sito e web app

Lo scorso giugno il Financial Times ha lanciato la sua web app per sfuggire alle revenue di Apple: accordo scaduto lo scorso 30 agosto. E ora i numeri: in 9 mesi gli abbonamenti digitali al quotidiano economico sono aumentati del 30% (salendo a 250mila unità), idem il numero degli utenti registrati del 40%, a quasi 4 milioni. Il 20% del traffico del sito deriva dai dispositivi mobili, e più del 15% è dei nuovi abbonamenti. A fine settembre la web-app del FT è stata vista da 790mila utenti. Tutto questo per dire: è possibile sfuggire ad Apple e alla sua trinciante egemonia.
Nuovo sciopero prolungato dei tipografi de Le Monde

La Francia editoriale non se la sta passando proprio benissimo. Se a France Soir giornalisti e dipendenti escono da uno sciopero per scongiurare nuovi tagli dovuti alla volontà di abbandonare la carta per il digitale, a Le Monde continuano i tumulti dei tipografi, che già lo scorso aprile provocarono lo stop delle vendite del quotidiano. Questa è la quarta giornata consecutiva che Le Monde non riesce a raggiungere le edicole a causa delle braccia incrociate dei 225 dipendenti de Le Monde Imprimerie, filiale controllata interamente dal gruppo editoriale, che potrebbe assistere ad una soppressione dei posti di lavoro. Le trattative e le negoziazioni sorridono ai lettori del giornale, che possono consultarlo su internet o tablet gratuitamente.
France Soir, addio alla carta (per il digitale)?

E’ stata salutata con un fragoroso sciopero (quello di ieri) di giornalisti e dipendenti l’intenzione, da parte dall’editore Alexandre Pugatchev, di chiudere le rotative a France Soir, lo storico quotidiano francese che, secondo le indiscrezioni, non vivrà più in formato cartaceo ma soltanto in versione digitale. I numeri parlano molto chiaro: la diffusione è miserabilmente crollata a 60mila copie, un numero troppo piccolo per combattere nel mercato dell’informazione francese, se paragonato agli avversari più quotati, Le Parisien (capolista, con 470mila copie), Le Figaro e Le Monde (entrambi attorno alle 320mila copie) e i costi di stampa sono divenuti ormai insostenibili.
Steve Jobs:Revolutionary, l’e-book commemorativo di Wired USA (su iPad)

Ogni morte illustre porta con sé un succulento strascico di memoriali indiretti, che nell’epoca digitale diventano scenografici. Dopo le proposte italiche del Corriere Della Sera (cartacea) e Il Sole 24 Ore (in PDF), la versione americana di Wired realizza ad hoc un e-book per l’applicazione della rivista su iPad (gratuita per gli abbonati, a 2,99 dollari per tutti gli altri) e i Kindle di Amazon. Si chiama Steve Jobs: Revolutionary e raccoglie la vita del fondatore di Apple, a cominciare dalle parole di Steven Levy.
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PROSSIME USCITE
La domanda
PRE-STAMPA
- A marzo Glamour, il mensile femminile di Condé Nast, sbarcherà in Brasile http://bit.ly/yj1YCt
- Cambi di vicedirezioni per Marco De Martino: da quella di Wired a quella di Vanity Fair, insieme a Michela Gattermayer e Daniele Bresciani. Screzi con il neodirettore Antonelli alla base della scelta? Chissà…
- Settimana di nuove uscite per i mensili dei quotidiani: venerdì in edicola sia Style Magazine del Corsera che il nuovo numero di IL del Sole 24 Ore, da non perdere.
- A quando la versione per Mac di Flipboard? La foto qua (http://bit.ly/yOwxDv) è un fake, ma i lavori in corso ci sono http://aol.it/AvK2sq
- Anche Google sul mercato dei tablet: al lavoro su un Nexus allargato. Funzionerà? http://bit.ly/y4xNp0
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