Letto & Eletto 2011 / I quotidiani generalisti in lizza
Mancano appena due settimane alla conclusione della prima edizione di Letto & Eletto 2011, esperimento che cerca di capire, tramite i vostri voti, quali siano stati i quotidiani e periodici migliori dell’anno che sta per concludersi. Per questi ultimi giorni, e per spronare smemorati e ritardatari, proveremo a fare un veloce riepilogo delle categorie in lizza, da votare cliccando qui.
Iniziamo con i quotidiani generalisti. Per maggior praticità e uniformità, sono stati preventivamente escluse tutte le testate a spiccata vocazione locale, per soffermarsi sui giornali più comunemente reperibili nelle edicole di tutta Italia.
Le teste di serie
Sono i due quotidiani più letti ed acquistati in Italia: il Corriere Della Sera (diffusione 488.705 copie, dati ADS agosto 2011) e La Repubblica (diffusione: 441.739 copie). Entrambi compongono uno storico dualismo, divisi da una manciata di copie e ritenuti da molti come i giornali più autorevoli per conoscere e capire avvenimenti e mutamenti. Compresi i due direttori, di recente sbarcati e subito osannati su Twitter, prima De Bortoli e poi Mauro.
Il piano editoriale per il 2011, dai contenuti interessanti ma netti, aveva messo in ansia giornalisti e addetti ai lavori, ma la svolta moderna del Corriere Della Sera è sembrata necessaria, oltre che auspicabile. Senza scomodare i fantasmi di altri modelli editoriali, il quotidiano di via Solferino ha cambiato progressivamente grafica e contenuti sulla scia del piano voluto da De Bortoli e votato, non senza grattacapi, dalla redazione tramite infuocato referendum. Sul destino del direttore infatti pendevano i malumori degli azionisti, che sono fortunatamente rientrati di fronte alla ribadita leadership del numero uno del Corsera, divenuto senza dubbio uno dei quotidiani migliori nel panorama editoriale italiano. Di recente sono stati ridisegnati sia i caratteri dei titoli (grazie a Leftloft) e il magazine Style, e sono state lanciati l’edizione di Brescia e l’inserto domenicale La Lettura, da subito applaudito.
Per il quotidiano diretto da Ezio Mauro (ospite attesissimo del Festival Del Giornalismo di Preugia), il 2011 è stato l’anno dell’ossessivo affronto sempre più coraggioso a Silvio Berlusconi, rinforzato da numerose e spesso eccessive campagne dal basso (dalle fotogallery ai post-it commissionati agli utenti del sito) e dall’apporto di penne premium come quella di Roberto Saviano, che scrive gli ormai proverbiali sermoni soltanto su Repubblica, e Barbara Spinelli, sottratta a fine 2010 alla Stampa. Il quotidiano romano, vicino ad un prossimo aumento di prezzo, ha progressivamente lanciato nuovi supplementi e appuntamenti fissi: il primo a gennaio con Repubblica Sport, quindi RCasa & Design e alla fine il redesign di RClub e La Domenica Cult, oltre all’indiretto restyling del newsmagazine L’Espresso della scorsa primavera. Ma le maggiori novità si sono concretizzate nel settore economico, con il restyling del supplemento del lunedì Affari & Finanza (e annessa partnership web con Bloomberg) ed è stata rafforzata la presenza digitale sui tablet, proponendo prima, gratuitamente, il settimanale R7, poi recentemente La Repubblica Sera.
I validi inseguitori
La Stampa consolida il quinto posto tra i quotidiani più diffusi, grazie alla seria e pacata gestione di Mario Calabresi, vincitore a gennaio del premio E’ Giornalismo 2010, le cui voci però lo danno lontano, nel prossimo futuro, dal quotidiano torinese. Per Marione, infatti, sarebbero aperte le porte del TG1, e il suo posto potrebbe essere preso dallo scalpitante Gianni Riotta. Che erediterebbe un quotidiano di classe e livello, dalla grafica misurata e precisa, un po’ sabauda ma mai fuori luogo, emancipazione senza dubbio del carisma di Calabresi.
Complice anche un’azzeccatissima campagna pubblicitaria, Il Messaggero mantiene il sesto posto tra i quotidiani più diffusi in Italia. Dallo scorso marzo, il timone è stato preso da Mario Orfeo, che ha sostituito lo storico direttore Roberto Napoletano finito al Sole 24 Ore e il cui nome è ora molto gettonato tra gli addetti ai lavori come successore di Augusto Minzolini al TG1. In realtà Orfeo ha presentato all’editore Caltagirone un sontuoso progetto di restyling che riporterebbe finalmente Il Messaggero a nuova vita, sempre che il quotidiano non debba aumentare di prezzo, una mossa spiacevole già paventata dai piani alti della testata per rispondere alla crisi editoriale.
Ma il grande outsider, capace di raggiungere in un paio d’anni la bellezza di 80mila copie diffuse, è senza dubbio Il Fatto Quotidiano, partorito da Antonio Padellaro e reso cult dal vice Marco Travaglio. Un progetto aggressivo, senza finanziamenti pubblici, di certo antiberlusconiano ma fieramente rude, a partire dalla grafica grezza, che non vuole guardare in faccia nessuno. Lo zoccolo duro degli abbonati (promossi anche da campagne singolari) ha reso Il Fatto una temibile minaccia per i grandi quotidiani (tanto da ostacolare Repubblica) e un dirimpettaio scomodo per le testate minori, come L’Unità, in crisi di identità. Si tratta di un successo quasi unico, che ha permesso di premiare i dipendenti ed investire su web, social network e televisione, come dimostrano i dati di accesso al sito del quotidiano (nonostante qualche problemino di troppo), i fan su Facebook e il supporto a Michele Santoro per la trasmissione Servizio Pubblico (interesse anticipato dalla web-tv estiva). E poi ci sono gli appuntamenti cult settimanali, Saturno e Misfatto, e l’espansione regionale, pronta a partire.
Gli altri quotidiani principali
Nella lista dei quotidiani generalisti da votare, abbiamo inserito anche gli storici Avvenire e Il Tempo, diretto da Mario Sechi, fresco di restyling e ancora in bilico relativamente alla sua vendita. I più locali Il Resto Del Carlino, La Nazione ed Il Giorno vengono riuniti sotto il cappello di Quotidiano Nazionale che confeziona le pagine comuni a tutta la penisola. Li controlla la Poligrafici Editoriale, guidata da Andrea Riffeser Monti, che si era già distinto per alcune dichiarazioni controverse sul rapporto editori-edicole. Menzioniamo anche i due giornali economici principali, Italia Oggi del gruppo Class Editori e il ben più noto Il Sole 24 Ore, il cui 2011 è stato aperto dall’appassionante affaire Gianni Riotta, direttore bistrattato dai piani alti e dai suoi stessi giornalisti nonostante un piano editoriale moderno e d’attacco di cui il lancio su iPad de La Vita Nòva è il simbolo, oltre al coraggioso restyling grafico e di formato della Domenica, uscita nel dicembre 2010 e subito apprezzata dai lettori. Ma i conti in rosso, le divergenze redazionali e alcuni progetti meno convincenti come l’agognato tabloid hanno progressivamente messo all’angolo Riotta, nonostante la difesa di Emma Marcegaglia, fino alle sue dimissioni. Il suo posto è stato preso da Roberto Napoletano, proveniente dal Messaggero, che ha esordito con una lode alla tradizione. Il Sole ha immediatamente aumentato il prezzo di copertina, è comparso un nuovo piano esuberi ma soprattutto la Domenica e Nòva (che ha visto l’avvicendamento, non indolore, di Luca De Biase a favore di Fernanda Roggero) sono tornati al formato broadsheet, quello dei vecchi tempi, e anche IL, il magazine maschile di lifestyle, ha subito una vigorosa trasformazione grafica a cura di Francesco Franchi. “Grazie” alla crisi economica, il Sole 24 Ore è volato al terzo posto tra i quotidiani più diffusi, conquistandosi una meritata notorietà resa benissimo a otto colonne.
I giornali di centrodestra
La recente crisi di governo, che ha portato alle per certi versi clamorose dimissioni del coriaceo premier Silvio Berlusconi, ha obbligato i quotidiani vicini al centrodestra a riposizionarsi in fretta, attestandosi coralmente su una posizione di assoluta avversione al governo Mario Monti. Il Giornale e Libero quest’anno hanno giocato a scambiare di posto Vittorio Feltri, dapprima compagno di scrivania di Maurizio Belpietro a Libero e ora di nuovo al Giornale con Alessandro Sallusti (e i nuovi acquisti Mario Giordano, Giuliano Ferrara e il recentissimo Francesco Alberoni), materiale buono per gustosi siparietti e posizioni da dibattito feroce. Ma vedendo le prime pagine recenti, i due quotidiani si sono uniformati a vicenda: entrambi sparano in copertina un titolone in maiuscolo e hanno rafforzato il piglio critico, tenuto vivo dai pungenti editorialisti.
Il Giornale è reduce da un restyling snellente, che ha ridotto il formato del quotidiano rendendolo a tutti gli effetti tabloid, e mantiene il vantaggio, in termini di copie vendute, sul tradizionale “rivale amico” Libero, che conserva a stento le 100mila copie. Entrambi, però, nonostante abbiano ritoccato positivamente i propri siti web, sono in crisi diffusionale e sperano che il nuovo panorama politico possa portare nuova linfa a due testate fortemente condizionate dal clima di Montecitorio. Distaccato dal Giornale e Libero, rimane Il Secolo D’Italia, dallo scorso marzo orfano di Flavia Perina (al lavoro su un nuovo quotidiano) in pieno distacco finiano dal PdL, che si è ripreso in mano il giornale, consegnato a Marcello De Angelis. Da settembre Il Secolo viene stampato tutto a colori ed è diventato più aggressivo, a partire dalla prima pagina, in attesa di un restyling complessivo che è in previsione.
I giornali di centrosinistra
L’Unità è stata caratterizzata, fino a giugno, dalla direzione rampante e giovane di Concita De Gregorio, una che ha coniugato ospitate televisive e lotte di piazza al fianco delle donne contro il maschilismo al potere. Ma il suo lavoro non è riuscito, dopo i primi mesi positivi, ad invertire la rotta di un calo di popolarità e vendite dell’Unità, sceso a 40mila copie diffuse, troppo poco. Certo, l’ingresso di un player controcorrente come Il Fatto Quotidiano, fondato proprio da chi come Padellaro e Travaglio faceva parte della vecchia Unità, ha contribuito ad azzoppare fascino e diplomazia e ad accelerare lo stato di crisi ben evidente agli occhi dell’editore Renato Soru, portandolo ad allontanare Concita De Gregorio, sostituita da Claudio Sardo. I progetti di rilancio della testata ci sono, come raccontava lo stesso sardo alla Festa Democratica di Pesaro, ma sono per ora in stand by. E adesso che il nemico storico, Berlusconi, è uscito di scena, all’Unità manca improvvisamente il bersaglio verso cui dirigere il quotidiano: un’insofferenza manifestata limpidamente dallo stesso Soru nei giorni scorsi, improvvisamente desideroso di sbarazzarsi della testata fondata da Antonio Gramsci.
Liberazione e Il Manifesto, i fogli minori che hanno da sempre urlato le proprie difficoltà economiche, l’anno che sta per finire non ha riservato grandi sussulti. Il primo continua a trovarsi in una situazione precaria, il secondo non è riuscito a risolvere le proprie contraddizioni neppure con un ottimistico restyling, fino all’apice del dramma, scatenato dalle dimissioni della direttrice Norma Rangeri.
I giornali di opinione
Poi ci sono i quotidiani di appoggio a quelli principali, specializzati nell’amplificare punti di vista, posizioni e schieramenti, e non necessariamente si attestano su visioni politiche fisse. Il più chiacchierato nei salotti è senza dubbio Il Foglio di Giuliano Ferrara, affiancato da Liberal, caratterizzato da briglie sciolte e maggior vocazione culturale. Meno combattivo ma più riflessivo è Europa di Stefano Menichini, per quanto testata ufficiale del Partito Democrativo, ma senza dubbio l’anno che sta per finire ha registrato maggior movimento nei lidi del Riformista, abbandonato a fine 2010 dal fondatore Antonio Polito e finito nelle mani di Emanuele Macaluso, che insieme a Gianni Cervetti ha rilevato la testata. Ma per il foglio arancione i conti non sono così felici, e nonostante il restyling leggero appena varato, le condizioni economiche rimangono allarmanti.
E ora votate!
Non vi resta ora che votare i quotidiani preferiti insieme ai periodici migliori del 2011, compilando il modulo che trovate a questa pagina. Se sei un blogger e vuoi pubblicizzare l’iniziativa sul tuo blog o in queste pagine, puoi partecipare scrivendoci a info@stampacadabra.it indicando il tuo quotidiano preferito e due periodici che prediligi: le opinioni illustri ci piacciono!
Condividi l'articolo
Articoli consigliati
ADSENSE
TWITTER.COM/STAMPACADABRA
PROSSIME USCITE
La domanda
PRE-STAMPA
- A marzo Glamour, il mensile femminile di Condé Nast, sbarcherà in Brasile http://bit.ly/yj1YCt
- Cambi di vicedirezioni per Marco De Martino: da quella di Wired a quella di Vanity Fair, insieme a Michela Gattermayer e Daniele Bresciani. Screzi con il neodirettore Antonelli alla base della scelta? Chissà…
- Settimana di nuove uscite per i mensili dei quotidiani: venerdì in edicola sia Style Magazine del Corsera che il nuovo numero di IL del Sole 24 Ore, da non perdere.
- A quando la versione per Mac di Flipboard? La foto qua (http://bit.ly/yOwxDv) è un fake, ma i lavori in corso ci sono http://aol.it/AvK2sq
- Anche Google sul mercato dei tablet: al lavoro su un Nexus allargato. Funzionerà? http://bit.ly/y4xNp0
Categorie
Archivi
Parliamo di…
Networked Blogs
Abbonati via RSS
Wikio- No public Twitter messages.












Pingback: Letto & Eletto 2011 / I quotidiani generalisti in lizza Streaming