Le 10 caratteristiche che vorremmo nell’app di un quotidiano
Un tweet pomeridiano di Stefano Quintarelli, da aprile direttore dell’Area Digital del Gruppo 24 Ore, ha stimolato la nostra fantasia. La domanda è semplice ed azzeccata: ma noi utenti, smanettoni o newbie, che cosa vorremmo dall’app di un quotidiano? Noi che quotidianamente o saltuariamente pigiamo le icone del nostro iPad, siamo soddisfatti delle rispettive versioni digitali dei quotidiani che compriamo in edicola o vorremmo di più? Ci siamo divertiti allora ad immaginarci l’applicazione per tablet ideale, le sue caratteristiche, i suoi punti di forza rispetto al mercato cartaceo con il quale dovrà interfacciarsi sempre meno, ma senza il quale appare ancora inconsistente. L’analisi verte maggiormente sui tablet, perché rispetto agli smartphone sfogliare il quotidiano risulta più semplice ed appagante, ma in quanto a format e contenuti il singolo dispositivo non deve costituire un limite.
Che cosa vogliamo, allora dall’applicazione di un quotidiano?
1. Applicazioni multipiattaforma
Non appena i costi di sviluppo sui nuovi dispositivi tecnologici diventeranno sempre più sottili, siamo convinti che gli editori avranno tutto l’interesse di servire dei propri contenuti tutte le piattaforme disponibili. Non soltanto iPad, dunque, per quanto il sistema Apple consenta una migliore distribuzione dei contenuti, ma anche e soprattutto Android, sistema operativo che nel prossimo futuro equipaggerà i tablet concorrenti con sempre maggior aggressività, con un occhio di riguardo a soluzioni alternative proprietarie che non dovrebbero rimanere oscure in un qualsiasi piano di sviluppo. Alcuni editori, soprattutto fuori dai confini nazionali, spingono sull’HTML5, come il Financial Times, creando una web-app fruibile tramite browser che in un colpo solo azzera i problemi di compatibilità. Di certo un’applicazione costruita bene e con elementi distintivi può garantire risultati migliori, ma una web-app mostra una maggiore duttilità: non sottovalutare entrambe le soluzioni sarà a sua volta la soluzione migliore.
2. Prezzi competitivi ed adeguati
Dovrebbe essere il primo requisito, perlomeno dal punto di vista del lettore/utente: un prodotto in digitale, che azzera i costi di produzione e distribuzione, costa meno dell’analoga versione digitale. Il prezzo di un quotidiano per iPad dunque non deve in nessun modo superare quello cartaceo, soprattutto se in digitale mi ritrovo un mero PDF della versione su carta. Potremmo forse fare uno strappo se la versione digitale fosse così innovativa da spingerci all’eccezione, ma per il momento non è così. Per cui, cari editori, commisurate i prezzi di copertina al reale valore del servizio offerto, non semplicemente limandoli come se fosse un’operazione di facciata. Che il risparmio, sulla distanza, si ottenga attraverso gli abbonamenti potrebbe anche starci, ma anche le singole copie devono avere prezzi realistici competitivi. E non dimentichiamo che l’iPad è uno strumento che amplia le possibilità di sviluppo dei prodotti digitali, creando mercati inediti che potrebbero aiutare a marcare maggiormente la differenza con gli omologhi analogici. Non appena costi e volontà degli editori saranno idonei per puntarci con maggiore convinzione.
3. Niente pubblicità in modalità acquisto
La richiesta è più che lecita: perché deve esserci ancora pubblicità nelle applicazioni per iPad, specie quelle che fungono da ponte per il download delle copie, senza offrire servizi specifici oltre al mero PDF? Gli editori si giustificano adducendo i costi di sviluppo delle app per i tablet, ma in realtà, se acquisto un servizio, non ho alcuna voglia di sorbirmi ancora pubblicità, oltre a quella che rimane indelebile sfogliando le pagine virtuali del quotidiano. Le inserzioni delle aziende si inseriscono in maniera molto più ragionevole nelle applicazioni che propongono servizi gratuiti, per la cui fruizione è accettabile uno spot, mentre negli altri casi crea comprensibile disturbo. Siamo ancora agli albori di questo nuovo mercato e manca un modello di business consolidato, per cui le mosse di editori ed inserzionisti diventano suscettibili: speriamo che inizino a stabilizzarsi prima che sia troppo tardi.
4. Un abbonamento unico, per pc, smartphone e tablet, a costi ragionevoli e senza versioni cartacee
Corriere Della Sera e Repubblica offrono già un pacchetto tutto incluso, gli altri quotidiani sono ancora un po’ indietro o mostrano differenti strategie in merito. Ma l’attenzione è riversata sul concetto di mobilità digitale: sia che siamo su pc, su smartphone o su tablet, l’abbonamento “virtuale” al nostro quotidiano preferito deve valere su qualsiasi piattaforma per cui i contenuti siano disponibili. In sostanza, la mia copia digitale, che acquisto una volta solta, deve poter essere fruita in qualsiasi condizione, senza oboli supplementari, ad eccezione di servizi particolari che siano esclusivi di quel determinato dispositivo. Una soluzione di questo tipo, che prevede l’acquisto “allargato”, non deve porre limitazioni, se completamente svincolato dal mondo cartaceo che per inferiorità costitutiva non può competere in mobilità con gli altri strumenti tecnologici.
5. Se acquisto la versione cartacea, ho diritto a quella digitale.
Fantascienza? Può darsi. Ma sarebbe un’opportunità ideale per chi conserva abitualmente ritagli di giornale ed articoli, da archiviare gelosamente. Che bello sarebbe se, contestualmente all’acquisto della nostra copia cartacea, potessimo accedere gratuitamente alla rispettiva copia digitale, magari con un codice riservato che ci permetta di ottenerla legalmente? In questo momento, infatti, non c’è la possibilità di avere una replica in PDF del giornale acquistato in edicola, se non acquistandolo nuovamente: considerati i costi quasi nulli di distribuzione e sviluppo (nel caso di meri PDF repliche), concedere il download gratuito della versione digitale potrebbe risolvere un bel po’ di grattacapi ai collezionisti, senza privarli del piacere quotidiano di sfogliare il giornale cartaceo come da buona abitudine mattutina.
6. Devo poter acquistare tranquillamente una sola copia
La principale rogna che si affronta accedendo alle applicazioni di questo tipo è accorgersi che esse non prevedono l’acquisto della singola copia. Un’ingiustizia notevole, che taglia fuori tutti i potenziali utenti, anche i più affezionati alla testata, che invece magari non trovano il quotidiano cartaceo perché esaurito in edicola e si rivolgono dunque all’applicazione digitale per poterlo scaricare. Se, ad onor del vero, la maggior parte dei quotidiani consente su tablet l’acquisto della copia singola, questa possibilità è strenuamente negata dai principali, Corriere Della Sera, La Gazzetta Dello Sport e Repubblica, con l’aggiunta de Il Messaggero. Per questi giornali è possibile soltanto l’abbonamento, scelta a mio vedere scellerata. E’ il quotidiano di via Solferino a spiegare nelle faq il perchè di questa modalità:
Non è possibile acquistare la copia singola in quanto è Apple ad imporre i prezzi di vendita e, tra i prezzi possibili (0,79 euro e 1,59 euro), nessuno è in linea con le nostre politiche commerciali (il primo è troppo basso ed il secondo è troppo alto). Per ovviare a questo problema abbiamo reso possibile l’acquisto della copia singola attraverso il sito internet www.corriere.it/edicola (al costo di 1 euro).
La tesi é alquanto debole, dando un’occhiata ai competitor, anche a quelli che in edicola costano come il Corsera, 1,20 euro. Bene, quasi tutti prevedono un costo singolo di 0,79 euro. La politica commerciale del Corriere non è molto attenta allo scenario competitivo, anche se c’è da dire che, rispetto ai quotidiani che permettono l’acquisto della copia singola, il Corsera e Repubblica realizzano una versione multimediale del quotidiano cartaceo, che in effetti merita un trattamento differente rispetto ai meri PDF propugnati dai concorrenti più bassi. Ma anche nel caso di un semplice pdf, questo dovrebbe essere disponibile al download senza la necessità di un abbonamento forzato.
7. Possibilità di arretrati infiniti (su richiesta)
L’esperienza in edicola insegna che una delle richieste più espresse dai clienti, specialmente quelli distratti, è di recuperare copie arretrate dei quotidiani. Il giornalaio solitamente riesce a recuperare i sette numeri precedenti, in accordo con il proprio distributore e salvo esaurimento copie; per quelli più lontani o si fa richiesta specifica all’editore o nulla. L’applicazione per i tablet dovrebbe tener conto di questa necessità, anche se piccola, ma dal costo di implementazione nullo. La maggior parte delle testate su app consente di recuperare da un minimo di 9 ad un massimo di 15 numeri precedenti senza sovrapprezzo (e ci mancherebbe altro), ma poiché, agendo in Rete, non vi sono ostacoli di distribuzione e reperimento, impedire agli utenti di poter acquistare (non scaricare gratis, eh) arretrati più longevi appare più che mai sconveniente. Se i rapporti tra editori ed edicolanti fossero collaborativi e responsabili, si potrebbe pure pensare ad una convergenza cartaceo-digitale in cui l’utente su iPad sceglie l’arretrato di interesse, comunicandolo all’editore che rifornirà l’edicolante del numero prescelto. Pura immaginazione, vista la situazione attuale.
8. Format specifici e inediti per il singolo dispositivo
I tablet, su tutti l’iPad, offrono possibilità smisurate per gli sviluppatori, ma per il momento la situazione è di lento progresso, accoppiato a timidi investimenti da parte degli editori ancora un po’ impauriti, una volta entrati in contatto con il nuovo mercato digitale, e anche poco convinti, specialmente dal punto di vista degli investimenti. Per ora le app dei quotidiani offrono il giornale del mattino, più o meno ricco di contenuti multimediali, ma potrebbero fare molto di più, senza offrirsi come mere repliche della versione cartacea ma anzi ponendosi come nuove ed accattivanti formule di informazioni, con proprie ed inedite peculiarità. Nuove rubriche, contenuti speciali, appuntamenti fissi che si trovano soltanto un versione digitale: l’app per iPad diventa un nuovo mondo e modo di informarsi, garantendo inoltre un accesso multiplo da parte dell’utente, che altrimenti ne fruirebbe soltanto una volta al dì per scaricare il quotidiano digitale di cui è abbonato. Ottima è stata la mossa di Ezio Mauro, che ha puntato su Repubblica Sera rivitalizzando l’applicazione con un secondo appuntamento, quello prima di cena, quando la fruizione del tablet diventa quantitativamente interessante. Se agli utenti vengono offerti servizi e contenuti multipli durante la giornata, essi sono più stimolati ad accedere di nuovo all’app. La quale, a sua volta, potrebbe fungere meravigliosamente da sezione premium del quotidiano cartaceo acquistato in edicola: su tablet potremmo trovare, per esempio, contenuti esclusivi e inserti speciali che dal giornalaio non troveremmo e che possono stimolare nuovi abbonati. Ovviamente non deve in alcun modo mancare la qualità dei servizi, che agli utenti dei tablet sta molto a cuore.
9. Multimedialità ed interattività completa
Tra qualche mese saremo con molta probabilità stanchi di sfogliare un semplice PDF del quotidiano, sia per le ridotte dimensioni in versione digitale, sia perché i tablet, e soprattutto l’iPad, hanno potenzialità illimitate che meritano di essere sfruttate. Alcuni editori stanno iniziando ad investire con maggiore interesse sullo sviluppo delle proprie applicazioni, cercando di renderle sempre più appetibili all’utente medio che si troverà ad utilizzarle, e che non sempre corrisponde al lettore passivo fedele al proprio edicolante di routine. Dalla mera replica in pdf del giornale si è velocemente passati all’implementazione di contenuti multimediali, fotografie, video e suoni, che rendono la lettura molto più coinvolgente. Il passo successivo è stato quello di dar vita a prodotti digitali attorno al concetto di interattività, slegati finalmente dalla visione tradizionale riservata al cartaceo. Nascono così esempi validi come il premiato La Vita Nòva del Sole 24 Ore, R7 e il neonato Repubblica Sera, esperimenti che cercano di unire, pur con qualche comprensibile difficoltà, l’immediatezza dell’esperienza d’uso con un soddisfacente coinvolgimento, rendendo così piacevole ed appagante la fruizione. Certo, i sistemi utilizzati sono da migliorare, ma la strada percorsa è senza dubbio quella giusta ed è la stessa che sceglieranno gli investitori pubblicitari, le cui inserzioni potranno godere di un nuovo, imprevisto splendore. Qualsiasi sia la tecnologia utilizzata, al primo posto c’è l’utente e non più soltanto il semplice lettore, che si aspetta molto di più di una manciata di pagine di carta e all’occorrenza capace di mostrarsi più esigente di quanto sembri.
10. App come polo informativo della testata
Non solo il semplice pdf del quotidiano, non soltanto multimedialità ed interattività, non solo contenuti esclusivi. Ma soprattutto applicazione come porta di accesso completo nel sistema informativo della testata. Dall’app si entra nel mondo del giornale, fatto sia dell’intramontabile versione cartacea (replicata in digitale), sia del sito web, il cui accesso deve essere reso possibile dall’app stessa, senza dover rivolgersi ad un browser. E poi questa è la migliore occasione, per le testate, di rafforzare il proprio brand, creando uno scenario complessivo che possa avvolgere il lettore e renderlo sempre più partecipe del giornale che sta leggendo. L’applicazione potrebbe allora svilupparsi come potenziale veicolo promozionale, accrescendo non soltanto la brand equity ma anche i ricavi, se si implementasse anche la possibilità di effettuare acquisti: soluzione, questa, toccasana per chi ha molto a che fare con prodotti collaterali che su tablet, o comunque in un ambiente digitale, trovano nuova linfa promozionale. L’iPad, una volta studiato a dovere, potrebbe regalare nuove gioie agli editori affannati che si troveranno ben presto a gestire analogico e digitale: imparare a maneggiare questa ineluttabile convergenza appare dunque più urgente che mai.
E voi, che cosa vorreste da una app di un quotidiano?
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