Diffusioni giugno 2011: Repubblica in pressing sul Corsera, giù Gazzetta, Libero e Il Giornale
TESTATA |
DIFFUSIONIGIUGNO 2011 |
DIFFUSIONIMAGGIO 2011 |
VARIAZIONEIN % |
DIFFUSIONIGIUGNO 2010 |
VARIAZIONEIN % |
| Corriere Della Sera | 479.514 | 484.092 | -0,9% | 469.036 | +2,2% |
| Repubblica | 453.262 | 438.358 | +3,4% | 449.434 | +0,9% |
| La Gazzetta Dello Sport | 302.003 | 307.882 | -1,9% | 331.379 | -8,8% |
| La Stampa | 267.600 | 267.700 | -0,1% | 271.800 | -1,5% |
| Il Sole 24 Ore | 256.137 | 262.261 | -2,3% | 248.633 | +3,0% |
| Il Messaggero | 190.900 | 184.900 | +3,2% | 185.700 | +2,8% |
| Il Giornale | 157.517 | 160.062 | -1,6% | 168.613 | -6,6% |
| Avvenire | 111.045 | 119.883 | -7,4% | 110.593 | +0,4% |
| Libero | 103.424 | 107.446 | -3,7% | 101.807 | +1,6% |
Il frizzante mese di maggio, ravvivato dalle elezioni amministrative che hanno permesso ai quotidiani di rinsavire dopo una primavera più magra, continua a dispensare segni positivi anche a giugno. I giornali italiani si avviano all’estate con qualche rassicurazione in più, in particolar modo le testate capolista che aumentano il numero di copie vendute, salvo il drammatico calo costante della Gazzetta Dello Sport.
Il Corriere Della Sera continua a lambire le 480mila copie, ottenendo i migliori risultati dallo stesso periodo del 2010 e mantenendosi stabilmente come il primo quotidiano italiano in termini di copie diffuse. Il vento favorevole al centrosinistra, dopo le elezioni amministrative, spinge in alto anche Repubblica, che rispetto al maggio scorso guadagna un efficace 3,4%, ma è sostanzialmente in linea rispetto a giugno 2010. Ora però il giornale di Ezio Mauro vede da più vicino lo storico concorrente di via Solferino, avendo ridotto il distacco a 30mila copie scarse. Come annunciato sopra, in Rcs inizia a puzzare troppo il calo conclamato della Gazzetta Dello Sport, fresca di un restyling neppure così necessario. Il giornale sportivo diretto da Andrea Monti cede sul campo altre 5mila copie rispetto ad un mese fa, ma soprattutto ne perde quasi 30mila se guardiamo lo stesso periodo del 2010, seppur viziato dall’Inter vittoriosa in Champions League e dall’avvio dei Mondiali di Calcio. Il calo vertiginoso di quasi il 9% è così ingente da aver preoccupato i piani alti di RCS, nonostante la storica rosea continui a galleggiare attorno a 300mila copie, un dato ben lontano dalle 400mila di qualche anno fa. Da scontare, infatti, ci saranno gli effetti dell’aumento di prezzo di copertina, introdotto ad inizio mese.
Per il quotidiano torinese La Stampa, la quarta posizione in graduatoria non regala grandi sussulti. sia rispetto a maggio 2011 che a giugno 2010: Mario Calabresi mantiene ancora 15mila copie di vantaggio sul Sole 24 Ore firmato da Roberto Napolitano, che guadagna rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso un ottimo 3%, ma sconta rispetto al maggio scorso l’aumento del prezzo di copertina, artefice del calo del 2,3%, ampiamente prevedibile. Sorprende invece la felice progressione del Messaggero, che continua ad avvantaggiarsi dell’eco della beatificazione di Karol Wojtyla, che aveva a sua volta benedetto il mese di maggio. Il giornale diretto da Mario Orfeo conquista un altro segno positivo, +3,2%, a 190mila copie, ancor meglio rispetto a giugno 2010, e fa un po’ strano annotare queste progressioni sfogliando questo quotidiano, la cui grafica puzza di vetusto (ma che evidentemente è apprezzata).
Gli ultimi tre quotidiani della graduatoria sono invece accomunati da un pericoloso segno meno. In primis, Il Giornale, che inizia a scordarsi le 178mila copie che aveva diffuso con gioia a gennaio. Il dato di giugno recita 157mila copie, ben il 6,6% in meno rispetto all’anno scorso. La mossa di rimpatrio di Vittorio Feltri potrebbe portare ad invertire la tendenza, ma anche per l’altro giornale che sorride al centrodestra, Libero, il brutto vento delle amministrative ha portato ad un calo del 3,7% rispetto al maggio scorso, benché le diffusioni siano in positivo rispetto al 2010. Per Maurizio Belpietro, l’obiettivo ora è di mantenersi sulle 100mila copie, operazione che potrebbe farsi più ostica con la già citata dipartita di Feltri. In mezzo alle due testate di destra, c’è Avvenire, che non riesce a giovarsi con profitto, come Il Messaggero, della beatificazione di maggio di papa Giovanni Paolo II: il quotidiano della Cei cede clamorosamente il 7,4% delle copie diffuse, tornando ai comunque buoni livelli del 2010, attorno alle 111mila copie.
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