dic 20, 2010
Thomas Ciaffoni

R7, è boom di download (e di qualche critica di troppo)

r7-ipad-schermata

Ha esordito ieri nell’App Store e dopo 48 ore è la più scaricata tra le applicazioni gratuite di news per l’iPad: R7, il magazine multimediale varato da Repubblica con il meglio della settimana, farcito di testi, video e foto, ha conquistato i possessori della tavoletta Apple. Giusto sabato avevamo appreso in sordina della sua comparsa, il video di presentazione ci aveva conquistato e, di regola, siamo sempre entusiasti quando gli editori decidono di investire sui nuovi dispositivi di comunicazione, avendo il coraggio (e in futuro, la necessità) di adeguare la propria offerta editoriale alle possibilità tecnologiche dei mezzi. La proposta del gruppo Espresso ci sembrava davvero eccellente, seppur viziata dalle problematiche di gioventù che confidano nel tempo per scomparire.

I commenti degli utenti che l’hanno utilizzata sono in maggior parte positivi: certo, c’è chi denuncia un’eccessiva dose di faziosità, ma in molti concordano sulla facilità di lettura e sull’impaginazione ad impatto, impreziosita dai contenuti multimediali che l’iPad permette. Diversi sono i bug riscontrati, dalla lentezza di caricamento – d’altronde il download stesso dell’applicazione è notevole – al macchinoso sfoglio delle pagine, fino alla scarsa reattività. Inoltre manca il multitasking, che consenta di riprendere la fruizione dei contenuti anche se per un momento si abbandona l’applicazione. Si tratta di difetti che verranno sicuramente corretti in futuro, i tecnici affineranno il prodotto, paragonato a TuttoLibri de La Stampa e a La Vita Nòva de Il Sole 24 Ore, che conquista per l’impatto grafico davvero encomiabile. Poi, certo, oltre alla forma accattivante, servono contenuti di rilievo, e l’analisi di Carlo Annese sull’uso dell’applicazione non è positiva:

E’ noto che io accolga con molta perplessità gli eccessi di emotion a spese del content, ma qui si passa all’eccesso opposto. Il testo è preponderante, appesantisce la consultazione oltre misura, mi dà la sensazione di una mattonata anche più indigesta che sulla carta. Le soluzioni interattive, come la linguetta che fa apparire le gallerie dei personaggi citati nel testo, sono poche e ripetitive (il collage di immagini della cover, che pure ripropone quello di Vita Nòva, non contiene link agli articoli); i contenuti multimediali ridotti; perfino le foto non vengono valorizzate a sufficienza. Certo, rispetto al nulla altrui, questo è comunque qualcosa, ma è un passo indietro rispetto a quanto si è fatto finora, almeno in Italia (Ttl della Stampa, Vita Nòva appunto), sulle app native dedicate all’informazione: R7 risponde ancora una volta al criterio della pura riproduzione su un altro supporto di ciò che esiste su carta, non consente alcuna condivisione di contenuti. Insomma sembra un modo elegante (perché la grafica, coerente con quella del giornale cartaceo, è comunque tale) per occupare uno spazio, per mettere una bandierina nell’App Store purchessia.

r7-foto

Anche il popolare sito Macity ha esaminato accuratamente l’applicazione, portando alla luce numerosi limiti che cozzano con le aspettative di un giornale multimediale coi fiocchi:

La visione e la consultazione, dal punto di vista tecnico, non lasciano spazio a molte sorprese. Non c’è, e questo potrebbe essere positivo per una buona parte di chi legge, il gusto eccessivo e quasi barocco del magazine di Branson, ma non ci sono neppure troppe sorprese rispetto alle edizioni in digitale che abbiamo già visto su App Store. R7, in sostanza, si reimpagina (con qualche esitazione) se iPad si orienta in orizzontale o in verticale, si sfoglia in maniera intuitiva (verso destra si cambia articolo, verso il basso si legge l’articolo nelle sue varie pagine) e in alcuni casi ha filmati che si possono ingrandire a tutto schermo e gallerie fotografiche (indicate da icone nella finestra dell’immagine). Per ora niente interattività né links attivi, animazioni dei menù ridotte allo stretto necessario e qualche elemento dinamico come i box con “linguetta” da estrarre per vedere i personaggi. In R7 non c’è la possibilità di salvare il testo, segnalarlo su qualche social network o inviarlo via email (probabilmente per comprensibili ragioni di copyright). Insomma poche sorprese per chi è già abituato alle riviste e ai giornali su iPad.

La novità vera sta, in definitiva, nel fatto che per la prima volta un editore italiano decide di creare una rivista d’attualità non specializzata in argomenti informatici o di innovazione tecnologica ma con articoli a sfondo sociale, economico, e politico e di impaginarla in maniera tale da essere fruibile istantaneamente su iPad, con testo dimensionato ad hoc (niente zoom perché non è necessario) e soprattutto di costruire l’impaginato con l’intenzione di spingere all’esplorazione e all’approfondimento multimediale. R7 da questo punto di vista può essere visto come il primo riconoscimento del tablet Apple come strumento d’uso quotidiano, quasi popolare, le cui tecnologie scompaiono dalla vista dell’utente comune, diventando veicolo per un differente modo d’informare superando i limiti analogici della carta ma senza obbligare la mente a cambiare registro per poter fruire del pensiero che gli articoli vogliono trasmettere. E questo, a nostro giudizio, è un merito non da poco. Per le animazioni in 3D, filmati in alta definizione e giochi interattivi c’è ancora tempo, magari per quando R7 da gratis diventerà a pagamento

Forse è meglio attendere i primi aggiornamenti per esprimersi compiutamente sull’applicazione, affinché possano arrivare migliorie e correzioni – e non è escluso che si parli, appunto, di abbonamenti, perchè appare strano che un progetto del genere possa essere reso gratuito per sempre. Di certo, R7, nonostante non abbia goduto di un lancio promozionale corposo, ha subito catturato l’attenzione degli iPad-maniaci e di chi ci fa un pensierino, magari in attesa del motivo buono per acciuffare il tablet di Apple.

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