Restyling di successo per L’Eco Di Bergamo
E’ inutile: lo studio Cases Y Associats non sbaglia un colpo. Ha riportato in vita La Stampa, ha trasformato La Gazzetta Dello Sport, ora dona lustro all’Eco Di Bergamo, che sta per festeggiare il 130° anniversario presentando proprio ieri il restyling del quotidiano. Nulla da eccepire: trasformazione eseguita con successo.
“Più eleganza, più chiarezza, più leggibilità”, le tre parole-chiave sono riassunte con meravigliosa applicazione sfogliando il quotidiano, nel quale il codice cromatico applicato alle sezioni consente al lettore di avere subito chiaro l’argomento che sta per affrontare (soluzione, per la verità, non così innovativa, ma dalla funzionalità assoluta). La rivoluzione principale, oltre all’adozione del nuovo formato “berliner”, è sicuramente il titolo della testata in prima pagina finalmente libera dalla stretta delle manchette pubblicitarie: speriamo si possano finalmente adeguare in tanti. Per l’occasione, i navigatori fino a domani alle 12 possono sfogliare online l’edizione del quotidiano, e stupirsi dell’ottima fattura del programma che visualizza le pagine. D’altronde, la stessa società editrice, Sesaab, che ha investito tanto in questa evoluzione, raccoglie ora meritatamente i frutti, dalle parole dell’ad Massimo Cincera:
«Sono convinto che il giornale di carta, soprattutto a livello locale, abbia ancora molto futuro. Il cambio formato de L’Eco di Bergamo è il compimento di un adeguamento dei formati di tutte le testate del Gruppo Sesaab. Abbiamo iniziato due anni fa con La Provincia di Como, di Lecco, di Sondrio e di Varese. Mercoledì 6 ottobre abbiamo stampato il nuovo formato il Cittadino, settimanale storico di Monza e Brianza (in edicola il 7 ottobre); sabato 9 ottobre (in edicola il 10) sarà la volta del nuovo Eco di Bergamo. Si è trattato di uno sforzo notevole per il Gruppo Sesaab, che solo per quest’ultimo step ha investito 20 milioni di euro nell’ampliamento del Centro Stampa Quotidiani di Erbusco».
Il direttore Ettore Ongis, in carica dal gennaio 2000 (e, secondo indiscrezioni, minacciato dal possibile arrivo da Avvenire di Dino Boffo) è ovviamente raggiante per il progresso completato:
«Un giornale moderno, ricco di personalità e capace di raccontare con intelligenza ciò che accade, andando sempre incontro alle attese dei bergamaschi. Il cambio di formato e di grafica non è solo una questione estetica, ma di sostanza. In una stagione di crisi dell’editoria e di grandi mutamenti, per noi giornalisti de L’Eco è una sfida a cambiare il modo tradizionale di fare il giornale. Non vogliamo ovviamente disorientare i lettori non è nello stile e nella storia de L’Eco, ma è venuto il momento di fare un salto di qualità, senza tradire, anzi rafforzando, l’identità del giornale dei bergamaschi».
Il lancio del restyling è stato sviluppato in pompa magna: nella serata di sabato su Bergamo Tv è andata in onda la diretta del primo vagito, e ieri in mattinata la prima copia del nuovo corso è stata presentata alla Galleria d’arte moderna e contemporanea di Bergamo, in una teca personalizzata dove rimarrà fino al prossimo 9 gennaio.
Di seguito un’immagine tratta dalla campagna pubblicitaria di lancio del restyling, qui invece lo spot.
Uno sguardo alla grafica, lineare, con un sapiente uso dello spazio bianco che rasserena la lettura e garantisce perfetta leggibilità e chiarezza dei contenuti. Il colore non invade lo schema grafico, nel quale la scelta del carattere graziato si sposa perfettamente con il resto. Un tocco di glamour, forse, questo font, ma che non sminuisce affatto l’intensità della fruizione. La pagina di copertina della sezione sportiva è un capolavoro per come è stata costruita. Lo studio spagnolo si conferma ancora una volta mitico.
VOTO STAMPACADABRA: 8
il restyling è stato eseguito con massima cura e precisione, è davvero un piacere sfogliare il nuovo Eco Di Bergamo, un quotidiano sì più locale ma dall’aspirazione nazionale.
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